Uno dei settori dell’economia che risente maggiormente della crisi economica è quello automobilistico. Non si parla certo della Formula 1 che compensa le perdite di talentuosi piloti con la scelta di sponsor più generosi. Qui, il cuore della discussione è il calo delle immatricolazioni italiane. La quota del mercato automobilistico italiano, nel mese di febbraio, è rimasta stabile ma sono calate le immatricolazioni, soprattutto per la FIAT. Ecco quel che emerge dai dati.

Le immatricolazioni di febbraio della Fiat, sono diminuite a fronte di una stabilità raggiunta dalla quota di mercato. Il che vuol dire che potrebbe essersi rafforzato anche il mercato che non tratta le auto nuove.

Il calo registrato delle immatricolazioni di Fiat Group Automobiles è del 20,13 per cento che corrisponde a 36.984 unità. Soltanto un anno fa le vendite erano di 46.308 vetture nello stesso periodo.

Il calo di febbraio, però, è in linea con i dati del primo mese dell’anno, periodo in cui per la casa automobilistica torinese si parlava di flessione delle immatricolazioni del 16,92 per cento equivalenti a 40.403 immatricolazioni.

Quel che succede alla Fiat, però, è comune anche ad altri competitors. Basta far riferimento ai dati del ministero dei Trasporti che parla di calo delle immatricolazioni del 18,94 per cento riferendosi a febbraio 2011.