Il debito pubblico continua a scendere, a dirlo è la Banca d’Italia nel bollettino statistico che si occupa della Finanza pubblica. I dati trasmessi sono relativi all’ultimo trimestre dell’anno scorso. Resta comunque sopra i 1.900 miliardi. Il debito pubblico è un problema politico prima che economico. Tutti i governi, per prima cosa, cercano di trovare degli strumenti per combattere questa piaga lasciata in eredità ad ogni esecutivo.

A novembre 2011, rispetto al mese precedente, era stata già osservata una leggera flessione che aveva portato il volume del debito dai 1909,1 miliardi di euro ai 1905,012 miliardi di euro. Un primo dato che conferma un’inversione di tendenza dopo il raggiungimento del record di 1911,759 miliardi di euro nel luglio del 2011.

Sembra che sul piano inclinato, il debito sia spinto in basso dalle entrate tributarie. Queste, in aumento dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010, fino a novembre dell’anno scorso erano pari a 330,592 miliardi di euro.

Le imposte dirette, però, sono segnate in decrescita dell’1,5 per cento e questo pare dovuto alla decelerazione dell’Ire. Mentre le imposte dirette, come si poteva immaginare anche dai propositi dell’esecutivo tecnico, sono in aumento del 2,9 per cento.

Si stima cioè che nelle casse pubbliche vadano a finire almeno 4,627 miliardi di euro in più rispetto al 2010.