Scende il reddito disponibile degli italiani e contestualmente anche la loro propensione al risparmio. I dati diffusi oggi dall’Istat evidenziano nel secondo trimestre del 2012, al netto della stagionalità, una propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo delle famiglie consumatrici e reddito disponibile lordo) pari all’8,1%, in diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 0,5 punti percentuali nei confronti del secondo trimestre del 2011. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è diminuito dell’1,5% rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, mentre la spesa delle famiglie per consumi finali è diminuita dell’1%.

Potere d’acquisto in calo del 4,1% rispetto a un anno fa

Tenuto conto dell’andamento dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici (cioè il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in termini reali) è diminuito dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre del 2011. Il tasso di investimento delle famiglie è stato pari all’6,8%, risultando invariato rispetto al trimestre precedente e in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2011. Gli investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici sono diminuiti dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,2% nei confronti del secondo trimestre del 2011.
Volgendo lo sguardo alle società non finanziarie, la quota di profitto è scesa al 38,5%, con una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 2,1 punti rispetto al corrispondente trimestre del 2011. Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21%, è risultato inferiore di 0,4 punti percentuali  rispetto al trimestre precedente e di 1,3 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2011.