Nel mese di agosto, la fiducia nelle imprese italiane è diminuita molto, passando dall’82 per cento al 78,5 per cento. A riferirlo è l’Istat che spiega come sia calata la fiducia nelle imprese di servizi , del commercio e delle costruzioni. L’Italia industriale, ormai, sembra quasi una chimera. Da quando il nostro paese è in crisi non facciamo altro che parlare di declino, di calo del potere d’acquisto dei consumatori e di sfiducia nelle imprese. Proprio su quest’ultimo punto insiste l’ultimo report redatto dall’Istat.

L’Istituto nazionale di statistica ha rilevato che ad agosto la fiducia nelle nostre imprese è passata dall’82 al 78,8 per cento con particolare riferimento alle imprese che operano nel settore dei servizi, del commercio e delle costruzioni.

Non ottengono le stesse considerazioni negative, invece, le imprese del settore manifatturiero che vedono con un certo entusiasmo l’incremento degli ordini nonostante le attese di produzione siano comunque calanti. Alla fine il saldo può considerarsi invariato.

Nel settore dei servizi di mercato, invece, pesano le attese sugli ordini. Nel commercio al dettaglio, invece, a fare la differenza è il peggioramento delle performance della grande distribuzione.

Ferme al palo anche le retribuzioni che nel mese di luglio risultano stabili anche se su base annua si registra un aumento dell’1,5 per cento.