L’Agenzia greca di gestione del debito pubblico (Pdma, Public debt management agency) questa mattina ha annunciato i risultati dell’operazione di riacquisto dei propri titoli, il c.d. buyback. Il piano fa parte di una serie di misure che da qui al 2020 dovrebbero portare il rapporto debito pubblico-Pil al 120%.

Le linee essenziali dell’operazione sono semplici: le autorità elleniche sborseranno poco più del 30% del valore nominale dei titoli (33,8% in media) per riacquistare le proprie obbligazioni detenute principalmente da due categorie, le banche elleniche e gli hedge fund.

Mentre lo scarso entusiasmo delle prime ha rischiato di far saltare l’operazione, visto che obbliga le banche a vendere un valore inferiore a quello iscritto a bilancio, i fondi hanno partecipato con entusiasmo perché in precedenza avevano acquistato a livelli più bassi di quelli proposti dalla Pdma.

Nel complesso le adesioni si sono attestate 31,9 miliardi di euro e comporteranno un esborso di 11,29 miliardi, 1,29 miliardi in più rispetto ai 10 finanziati dal fondo Salva Stati. La Pdma ha già fatto sapere che l’operazione di riacquisto sarà attuata solo se i creditori internazionali metteranno a disposizione altri 1,29 miliardi di euro.

In qualunque caso il raggiungimento del target dovrebbe implicare il rilascio della nuova tranche di aiuti da 34,4 miliardi di euro da parte della Troika (Ue, Fmi e Bce) che servirà principalmente alla ricapitalizzazione delle banche elleniche.