Se la crisi è globale, certo non interessa tutti, soprattutto i potenti della terra, come alcune famiglie del Qatar che da sempre investono in opere d’arte. Anzi proprio il business dell’arte sembra essere al sicuro, basta considerare a quanto sono dati via alcuni quadri.

I giocatori di carte di Paul Cézanne è un quadro, ma è anche un’occasione da non perdere. I reali del Qatar hanno deciso di comprare l’opera a circa 250 milioni di dollari. Fino a questo momento era appartenuta ad un armatore greco.

Con questo acquisto è stato segnato un nuovo record relativamente ai soldi pagati per avere in casa o nel museo nazionale un’opera del passato. Prima dei reali del Qatar, il primato era di David Martinez, il messicano che nel 2006 , per 140 milioni di dollari, si era assicurato un’opera di Pollock.

Adesso, per comprendere se in conseguenza della crisi ci sarà una perdita di valore anche per le opere d’arte, si dovrà attendere l’asta di Sotheby’s che si terrà dal 2 al 9 maggio a New York. In quell’occasione sarà venduto l’Urlo di Munch. La base d’asta si aggira sugli 80 milioni di euro.

Gli esperti comunque sostengono che un’opera d’arte perde valore soltanto in due casi: se si deteriora, oppure se viene acquistata e poi venduta in un lasso di tempo ridottissimo.