La BCE ha cercato di gettare una scialuppa di salvataggio al sistema creditizio europeo provato dalla crisi economica che ha interessato l’UE. Ma la mossa di Draghi, da un lato è stata considerata troppo rivolta all’Italia, dall’altro pericolosa. Ecco cosa ne pensa il presidente della Banca nazionale tedescaIl Presidente della Banca centrale tedesca si chiama Jens Weidmann e segue da vicino quel che accade nel mondo finanziario europeo, anche perché la Germania aspira ad un ruolo molto più incisivo di quello che attualmente detiene.

Al di là delle considerazioni politiche, c’è da dire che Weidmann ha usato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung per criticare l’operato di Mario Draghi che questa settimana ha prestato soldi alle banche a tassi bassissimi contribuendo all’incremento di liquidità nel sistema creditizio.

Dopo l’esperimento di novembre della BCE si è ampliato il parco di banche che hanno chiesto di accedere ai finanziamenti della Banca Europa. Nella seconda puntata gli istituti di credito in cerca di soldi sono stati 800 ed hanno chiesto circa 530 miliardi di euro.

Questa scelta della BCE secondo Weidmann ha contribuito ad allentare i criteri di erogazione dei prestiti. La speranza della Germania che da poco ha detto sì al rifinanziamento del Fondo Salva Stati, è che si torni a criteri più severi per la concessione di prestiti, in modo che la reputazione della BCE non sia messa in discussione.