Il primo ad inventarsi la storia è stato un torinese che qualche giorno fa aveva scritto su Facebook che ci sarebbero tre migranti provenienti dall’Africa centrale che avrebbero portato l’Ebola sull’isola di Lampedusa. Notizia falsa che in pochissimo tempo è stata condivisa da 27.000 utenti. Fortunatamente lo scellerato autore della notizia campata in aria è stato identificato dalla polizia postale e denunciato. Non solo, visto che la notizia falsa ha causato diverse disdette, e ha portato nuova pubblicità negativa alla sfortunata isola. Per questo le associazioni del territorio di Lampedusa e Linosa e in particolare la ‘Comunità di Lampedusa‘, l’associazione Federalberghi e il consorzio albergatori, hanno annunciato che chiederanno dieci milioni di euro di risarcimento dopo “l’ennesima diffusione di false notizie denigratorie e allarmistiche che riguarderebbero il suo territorio“.

Oggi la storia torna a ripetersi perché su Facebook si torna a parlare dei primi casi di Ebola in Italia. La nuova bufala che circola sposta la contaminazione - sempre di tre casi si tratta – a Venezia. Insomma nella terra delle bufale una menzogna tira l’altra…

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