Come molti avevano previsto, la fase del collocamento del Btp Italia riservata ai mortali si è chiusa ieri con circa 600 milioni di euro raccolti il secondo giorno. Sommati ai 9,46 miliardi di ordini di lunedì, siamo ad una raccolta complessiva che supera i 10 miliardi di euro… La chiusura anticipata era già stata ventilata lunedì dal Mef dopo gli ottimi dati di raccolta del primo giorno.

Un ottimo risultato se si considera che il titolo aveva una durata più lunga - sei anni mentre prima erano quattro. Il Mef ha annunciato anche che il tasso minimo garantito sarà pari all’1,65% – e il tasso di rendimento non si discosterà molto da questo minimo visti i risultati della raccolta. Per il premio fedeltà, il Tesoro ha stabilito l’ammontare fisso del 4 per mille sulla cifra acquistata. Ricordiamo che questa remunerazione spetterà solo a chi ha acquistato i Btp Italia in sede di sottoscrizione e li ha detenuti fino alla loro scadenza – che come abbiamo detto sarà tra sei anni.

Giovedì toccherà agli investitori istituzionali, e c’è da aspettarsi che anche in questo caso si verifiche un’estinzione anticipata. Secondo alcuni analisti, questo titolo di stato oltre ad interessare i clienti retail, dovrebbe essere appetibile anche per gli asset manager potrebbe rappresentare uno strumento per diversificare il proprio portafoglio di titoli di Stato europei.

Sul mercato dei titoli di stato il barometro continua ad essere sul bello fisso. Ieri c’era uno spread tra Btp e Bund intorno ai 160 punti base. Il rendimento  di un titolo di stato italiano è sceso sotto il 3,1% – tasso mai toccato nell’epoca dell’euro. Merito anche di tassi di rendimento sui Bund – siamo a più o meno l’1,486%. Il divario Bonos-Bund è di 158 punti base.

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