(Finanza.com) Seconda seduta consecutiva con il segno più per le quotazioni del petrolio del Mare del Nord. Segno più all’Ice per il derivato con consegna dicembre sul Brent che dopo esser sceso ieri a 104,76 dollari il barile, il livello minino da tre mesi, in questo momento segna un rialzo dello 0,7% a 108,4 dollari. Le quotazioni del riferimento europeo salgono nonostante la riapertura nel weekend, dopo mille difficoltà, del giacimento Buzzard. Dal giacimento britannico arriva circa un terzo del Forties, la principale delle quattro qualità di greggio (Brent, Forties, Oseberg e Ekofisk) che costituiscono il benchmark europeo e che viene utilizzata per il fixing del prezzo.

Prima dello stop per manutenzioni, da Buzzard arrivavano circa 220 mila barili di greggio al giorno, un livello che secondo le stime dovrebbe esser raggiunto in pochi giorni. Secondo gli analisti di UniCredit Research i prezzi del Brent nel quarto trimestre si attesteranno in media a 112 dollari il barile per salire a 115 dollari nei primi tre mesi del 2013. Il prezzo medio 2013 è stimato a 120 dollari.