I tassi dei titoli di Stato nel mese di maggio hanno toccato i minimi dall’introduzione dell’Euro, con i BTp a dieci anni che hanno raggiunto rendimenti inferiori al 4%, mentre i BoT a dodici mesi rendono meno dell’1% – e c’è stato nell’ultimo mese un calo di una cinquantina di punti dello spread.

Non è necessario essere dei geni finanziari per capire che l’improvviso successo dei nostri titoli di Stato è dovuto soprattutto – se non solamente – al fiume di liquidità riversato sui mercati dalle banche centrali di mezzo mondo per cercare di scacciare la crisi economica.

Un altro fattore – di minore importanza – potrebbe essere rappresentato dall’improvviso allentamento delle politiche di rigore a livello europeo – con le proroghe concesse ai paesi che quest’anno avranno un rapporto deficit/Pil superiore al fatidico 3%.

Se continuasse il trend attuale, questo andamento dei tassi dovrebbe consentire al governo italiano di risparmiare tra i 6 ed i 7 miliardi di euro. Più di quello che occorre per tagliare l’Imu sulla prima casa ed evitare l’aumento dell’Iva ordinaria…

Ma attenzione, l’andamento dei tassi potrebbe cambiare se il governo Letta continuerà a rinviare le scelte in campo economico.

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