Focus

Poco mossi gli indici statunitensi questo pomeriggio in una seduta abbastanza povera di spunti macroeconomici. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia un frazionale rialzo dello 0,08%, mentre il Nasdaq Composite segna un -0,02% e l’S&P500 un -0,15%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha mostrato un calo dello 0,26%, il Dax di Francoforte ha registrato un -0,50% e il Cac di Parigi un -0,86%. Riteniamo che la debolezza dei mercati azionari europei sia legata, in prevalenza, alle prese di profitto degli investitori dopo i forti rialzi evidenziati nella scorsa ottava sulla scia della decisione della corte costituzionale tedesca di dare il via libera al fondo salva-stati ESM e del lancio da parte della Federal Reserve del terzo piano di iniezione di liquidità (QE3).

Italia: FTSE Mib perde oltre 2 punti percentuali

A Piazza Affari il Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni in discesa del 2,39% a 16076 punti. Forti vendite su Fiat (-4%) dopo il deludente dato sulle immatricolazioni nel Vecchio Continente a luglio/agosto. Male anche il comparto bancario (Intesa Sanpaolo -5,9%, Unicredit -4,5%). Gran denaro, invece, su Telecom Italia Media (+17,10%) dopo l’interesse di Sky di Rupert Murdoch e su RCS Mediagroup (+22%).

Valute:  debole il cambio eur/usd, rimane forte invece il cable

Tra le valute, debole il cambio euro/dollaro. Al momento la moneta unica è scambiata a 1,3050 rispetto al biglietto verde. Dopo aver raggiunto ieri nuovi picchi degli ultimi quattro mesi e mezzo a 1,3172, la divisa di Eurolandia sembra aver fermato, al momento, la propria corsa nei confronti del dollaro. Flessioni fino a 1,30 resterebbero, comunque, compatibili con le aspettative di crescita fissando i prossimi obiettivi a 1,3235 e 1,3285. Conferme per tali prospettive arriveranno solamente con il superamento della resistenza a 1,3150, 38,20% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi del 2011. Rimane, invece, sempre forte il cable. La sterlina, infatti, si attesta 1,6250 contro il biglietto verde, mantenendo nel proprio mirino la vicina resistenza a 1,63, top dello scorso aprile, importante ostacolo da oltrepassare per dare ulteriori conferme alle aspettative di crescita.

Macro: bene l’indice Zew, ottimo dato sul comparto immobiliare USA

Sul fronte macroeconomico, in Germania è stato reso noto che l’indice Zew, che misura la fiducia degli investitori istituzionali in merito alle aspettative sull’economia del paese tedesco, ha evidenziato nel mese di settembre una crescita da -25,5 a -18,2 punti. E’ il primo aumento negli ultimi cinque mesi. Il dato è migliore delle attese fissate su un valore dell’indice pari a -20,0 punti. L’indice ZEW riferito alla fiducia sulle condizioni attuali dell’economia del paese tedesco ha registrato un calo da 18,2 a 12,6 punti (consensus 18 punti). Negli Stati Uniti il deficit delle partite correnti nel secondo trimestre si è attestato a 117,4 miliardi di dollari (consensus 125 miliardi di dollari). L’indice sul settore immobiliare NAHB è salito nel mese di agosto a 40 punti dai 37 di agosto. E’ il livello più alto dal 2006.

Titoli di Stato: buona l’asta in Spagna, stabile lo spread btp/bund

Sul fronte governativo, importante asta in Spagna. L’Agenzia del Tesoro del paese iberico ha collocato 4,58 miliardi di euro in bond a 12/18 mesi (target compreso tra i 3,5 e 4,5 miliardi di euro). Nel dettaglio sono stati assegnati 3,557 miliardi di euro in bond a 12 mesi con un rendimento pari a 2,835% (precedente asta al 3,070%) e un bid to cover ratio al 2 e 1,019 miliardi di euro in bond a 18 mesi con un rendimento pari al 3,072% (precedente asta al 3,335%) e un bid to cover ratio al 3,6 (precedente asta al 4). In Grecia l’Agenzia del Tesoro del paese ellenico ha assegnato 1,3 miliardi di euro in bond a 3 mesi, con rendimenti in discesa al 4,31% dal 4,43% dell’asta precedente. Bene il bid cover ratio all’1,98 dall’1,36 della previous auction. Stabile lo spread btp/bund a 342 pb.

Commodity:  petrolio in ribasso, oro vira in verde

Tra le commodity, dopo un avvio in rosso l’oro ha virato in terreno positivo e si attesta a 1.772 dollari l’oncia. Sessione in ribasso per il petrolio. Il cfd sul light crude è scambiato a 96,30 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist