Focus

Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati macro migliori delle attese. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,5%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,3% e l’S&P 500 un -0,9%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un -0,9%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,46% e il Cac di Parigi a -0,7%. Seduta anomala quella odierna, con gli indici che hanno accelerato al ribasso dopo l’apertura di Wall Street, nonostante i dati migliori delle attese sul mercato del lavoro. La sensazione è che dati particolarmente positivi non siano ben accolti dagli operatori che sperano in un intervento della Federal Reserve. Intanto le attenzioni sono volte al Pil cinese sul 2° trimestre atteso in rallentamento. Domani sarà la volta anche dei conti di JP Morgan e Wells Fargo che potranno dare qualche indicazione in più in merito all’andamento delle trimestrali statunitensi. In Europa, a lanciare i timori ci sono le considerazioni del Fondo monetario internazionale, che ha fatto sapere che la Grecia sta registrando ritardi nel programma di austerità.

Italia: Ftse Mib chiude sotto 13.600 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo del 2% a 13.585 punti, poco sotto il supporto dei 13.600. Pesanti i bancari con Mediobanca (-3,6%) e Banco Popolare (-4%). Forte calo anche per Telecom Italia (-6,5%). Cali tecnici per Unipol (-5,3%) e Fondiaria Sai (-11,5%) in vista della partenza dell’aumento di capitale di lunedì.

Valute: euro/usd vede 1,2150

Tra le valute, non trova pace l’euro/dollaro che ha aggiornato i nuovi mimini da due anni oggi a 1,2170. Il supporto a 1,2150 è ormai alla portata e oltre quel livello si scende direttamente a 1,20. Al rialzo la resistenza transita a 1,2240-1,2250 dove passa anche la media mobile a 50 giorni. Domani dati particolarmente deboli cinesi potrebbero portare gli operatori a vendere il cross. Rimane in territorio negativo anche il dollaro/yen, a 79,30, mentre l’euro/jpy ha toccato i nuovi minimi dal primo giugno scorso a 96,65. L’avversione al rischio rimane sostenuta come dimostra anche i rendimenti ai minimi storici di molti titoli di Stato dell’area core dell’eurozona.

Macro: attenzioni su Pil Cina

Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un netto miglioramento scendendo a 350.000 unità dalle 376.000 della settimana precedente. Domani l’attenzione degli operatori si concentrerà sui dati del Pil del 2° trimestre in Cina, atteso in rallentamento dal +8,1% a/a dei primi tre mesi dell’anno. Attenzioni anche sulla fiducia dei consumatori preliminare di luglio redatta dall’Università del Michigan.

Titoli di Stato: bene Bot, domani test per Btp

Sul fronte governativo, buona asta Bot questa mattina, con il titolo a 12 mesi che ha registrato rendimenti in sensibile calo, anche se la domanda non è stata forte come a giugno. Domani per l’Italia ci sarà un test importante, con Btp a medio-lungo termine fino a 5,25 miliardi di euro. Potremmo assistere a un lieve calo dei rendimenti anche se la domanda potrebbe risultare debole.

Commodity:  dollaro forte penalizza comparto

Tra le commodity, accelera al ribasso l’oro dopo i dati Usa di questo pomeriggio. Il prezzo spot si colloca ora a 1.558 dollari/oncia non lontano dai minimi intraday a 1.554 dollari toccati il 29 giugno scorso. Riduce lievemente le perdite il petrolio, con il Wti a 85 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy