Piazza Affari resta nervosa e dopo un avvio di seduta positiva scivola in territorio negativo attorno a metà seduta.
Sempre sotto i riflettori la Grecia, dove anche il leader della sinistra radicale Tsipras ha gettato la spugna non riuscendo a formare una coalizione in grado di governare. Ora la palla passa nelle mani dell’ex ministro delle Finanze Venizelos, il leader del Pasok. Ma ormai si fa sempre più strada il rischio di nuove elezioni a giugno. L’Europa e il Fondo monetario internazionale, per il momento, hanno congelato un miliardo di aiuti sbloccando “solo” 4,2 miliardi pattuiti.

In Europa brilla solo Madrid dopo la nazionalizzazione di Bankia

L’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,4% dopo essere arrivato a mostrare un progresso di oltre 1 punto percentuale a 13.940 punti, rimanendo però sotto la soglia dei 14.000 punti.

Tra le altre principali piazze finanziarie del Vecchio Continente brilla Madrid, dove l’Ibex 35 guadagna oltre l’1,3%. Bankia, il terzo istituto bancario spagnolo, sarà partecipato al 45% dallo Stato. Lo ha reso noto l’istituto nella serata di ieri. L’operazione si concretizzerà attraverso la conversione in azioni di 4,5 miliardi di euro che Madrid aveva iniettato nella banca tramite il fondo di sostegno del sistema bancario. Si stima che l’esposizione di Bankia e della sua controllata Bfa nei confronti del settore immobiliare ammonti approssimativamente a 30 miliardi di euro.

Si muove attorno alla parità Francoforte (Dax -0,16%%). A Parigi invece il Cac 40 perde più di un punto percentuale. Sul mercato obbligazionario, nonostante una retromarcia rispetto alle quotazioni di ieri sera, lo spread Btp/Bund rimane sopra quota 400 punti base con il rendimento del bond decennale italiano che si attesta al 5,57%.