Nonostante le indicazioni migliori delle attese in arrivo dai dati macro, i riflettori del mercato continuano a essere punti sul “fiscal cliff”.

Il Dipartimento del Commercio ha annunciato che nel terzo trimestre 2012 la prima economia è cresciuta del 3,1% rispetto ai tre mesi precedenti (dato annualizzato).

L’incremento, più che doppio rispetto al +1,3% del secondo trimestre, è il maggiore da fine 2011. La prima lettura del dato aveva evidenziato un +2% e la seconda aveva alzato la stima al +2,7%.

La revisione è attribuibile alle maggiori esportazioni e al calo delle importazioni, all’incremento della spesa pubblica e a quello registrato dai consumi (che da soli rappresentano circa due terzi del Pil a stelle e strisce).

Nonostante queste indicazioni positive, attualmente a Wall Street il Dow Jones e lo S&P quotano in parità e il Nasdaq scende dello 0,2%. A pesare sui listini c’è l’ormai famigerato “fiscal cliff”, il baratro fiscale da 600 miliardi di dollari che nel 2013 potrebbe colpire la prima economia e farla ricadere in recessione.

Ieri le posizioni dei due schieramenti si sono inaspettatamente allontanate. Lo speaker della Camera statunitense, John Boehner, ha detto che non accetterà aumenti delle tasse per chi guadagna meno di un milione di dollari, due volte e mezzo i 400 mila dollari annui proposti da Obama.