La seduta di metà settimana delle borse statunitensi è stata ancora una volta caratterizzata dalle prese di profitto dopo i forti rialzi d’inizio anno che avevano spinto lo S&P500 al massimo dal 2008 lunedì. L’indice dei 500 maggiori titoli statunitensi ha chiuso in calo dell’1%, scendendo sotto soglia dei 1400 punti. Il Dow Jones Industrial è arretrato dello 0,95%, mentre il Nasdaq ha sottoperformato chiudendo a -1,46% per il negativo andamento dei semiconduttori.

A preoccupare è la situazione in Spagna

Wall Street è stata negativa sin dall’apertura sulla scia del calo dei mercati europei dopo che l’asta di titoli spagnoli è stata molto deludente, con rendimenti in rialzo e domanda in ribasso. Questo ha alimentato le ipotesi che il paese possa ben presto avere bisogno di un piano di salvataggio da parte dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Gli investitori iniziano a temere che il rally favorito dalle operazioni di rifinanziamento della BCE possa essere prossimo alla fine.

Il calo dei semiconduttori (-2,2%) ha pesato sul Nasdaq. Questo è stato provocato dalla contrazione dell’11% di SanDisk, dopo che la società ha annunciato che i propri ricavi e i margini di profitto sono stati ridotti dalla debolezza della domanda dei produttori di telefoni cellulari e dalla forte concorrenza. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione General Electric ha chiuso in calo dell’1,1%, dopo il taglio del rating da parte di Moody’s, e McDonald ha perso l’1,9%, dopo che Goldman Sachs ha rimosso il titolo dalla lista di quelli da comprare con maggiore competizione e ha ridotto l’obiettivo di prezzo sul titolo.