La conferma della debolezza del mercato del lavoro, con il numero di posti di lavoro creati nel mese di giugno inferiore alle attese degli analisti, ha pesato sull’ultima seduta della settimana di Wall Street. Dow Jones Industrial e S&P500 hanno registrato perdite tra lo 0,9% e l’1% mentre il Nasdaq ha sottoperformato chiudendo con un ribasso dell’1,3%. Con il calo di venerdì i maggiori indici statunitensi hanno portato il bilancio in negativo, con lo S&P500 che ha lasciato sul campo lo 0,6%.

Presto per nuovi tagli della Fed

In giugno il mercato del lavoro statunitense ha creato 80 mila nuovi posti di lavoro, meno dei 100 mila attesi dal consensus. La revisione al rialzo del dato di giugno di 8 mila posti ha lasciato il numero totale di occupati, però, solo di poco inferiore rispetto a quanto stimato dagli economisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato all’8,2%. I mercati hanno reagito male poiché il dato ha sottolineato il raffreddamento dell’economia statunitense ma allo stesso tempo non è stato abbastanza negativo da indurre la Fed ad intervenire in senso espansivo nel breve.

Tra i titoli a maggiore capitalizzazione il ribasso è stato guidato dai titoli più legati all’andamento del ciclo economico quali Alcoa e Caterpillar, che hanno lasciato sul campo rispettivamente il 2,2% e il 2,5%. In ribasso si sono mossi anche i titoli finanziari, con Bank of America a -2%. Tra i tecnologici, IBM e Microsoft sono arretrati di più dell’1,5%.