Negativi i future sugli indici statunitensi. A circa un’ora dall’opening bell, il derivato sul Dow Jones segna un -0,50%%, quello sull’S&P500 scivola dello 0,34% e quello sul Nasdaq arretra dello 0,43%.

A far volgere in negativo la Borsa statunitense è l’andamento dei listini europei, depressi dalle notizie in arrivo dalla Spagna. Dopo la presentazione del progetto di bilancio di ieri sera, che aveva messo i mercati di buon umore nelle prime ore di stamane, è ora l’incertezza sugli stress test delle banche a spaventare gli investitori. Spread in decisa risalita, con il differenziale tra Btp e bund tedeschi di durata decennale risalito in area 375 punti base.

Tra i dati macro Usa, progresso mensile dello 0,5% per le spese per consumi personali negli Usa ad agosto. Le attese erano +0,5%. I redditi personali ad agosto hanno registrato un incremento dello 0,1% mensile. Gli analisti avevano previsto un +0,2% mese su mese. Nel pomeriggio attesi ancora i dati sul Pmi Chicago di settembre (53 punti) e la fiducia dei consumatori (dato definitivo) misurata dall’Università del Michigan (78,5 punti). 

Sul fronte dei mercati, peggiora il sentiment degli investitori sull’andamento delle Borse nei prossimi sei mesi. Lo si vede dal “Sentiment Survey” dell’AAII, l’associazione americana degli investitori individuali. Il 36% dei votanti prevede un ribasso dei mercati, mentre la stessa percentuale prevede un rialzo. Poco più del 27% circa degli investitori che hanno espresso il loro voto, invece, si ritiene “neutral”. La novità rispetto a settimana scorsa è che è scesa la percentuale di “bullish” e “neutral” rispetto agli ultimi sette giorni: -1,4 e -1,3% rispettivamente, a favore di un +2,7% di posizioni “bearish”.

Tra le storie societarie, positivi a sorpresa i conti di Research in Motion presentati ieri a mercati chiusi. Il produttore canadese del Blackberry ha riportato vendite migliori del previsto per i suoi telefonini e smartphone, che da mesi erano surclassati dalle più famose case di tecnologia. Nel secondo trimestre fiscale le vendite sono invece ammontate a 7,4 milioni di unità, mentre gli analisti si attendevano meno di 7 milioni, portando un fatturato da 2,9 miliardi di dollari contro gli attesi 2,49. I risultati sono comunque in calo: la perdita netta si è infatti attestata a settembre a 235 milioni di dollari contro un utile di 329 milioni dello scorso anno. Il titolo nell’after hours ha totalizzato un +2% sul Nasdaq.

Male invece i risultati del primo trimestre fiscale per Nike, che ha riportato un calo nell’utile del 12% a 567 milioni di dollari dai 645 dello stesso periodo dello scorso anno. +10% invece per il fatturato a 6,67 miliardi di dollari contro i 6,08 dello scorso anno, e oltre le attese degli analisti che non andavano oltre i 6,43 miliardi. +0,53% è la performance del titolo dopo i risultati