Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio, segnando i nuovi massimi degli ultimi cinque anni. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,65%, il Nasdaq Composite dell’1,05% e l’S&P500 dello 0,85%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha archiviato le contrattazioni in crescita dell’1,4%, il Dax di Francoforte dell’1,4% e il Cac di Parigi del 2,1%. Gli acquisti nelle piazze azionarie sono sempre legati alle decisioni del Fomc di ieri sera. Il numero uno della FED, Ben Bernanke,  ha, infatti, comunicato il lancio di un nuovo piano di quantitative easing (il cosiddetto QE3) per rilanciare la ripresa dell’economia statunitense e sostenere il debole settore del lavoro del paese a stelle e strisce. La FED acquisterà titoli sui mutui ipotecari per 40 miliardi di dollari al mese. I membri del Board hanno, inoltre, scelto di mantenere invariato il costo del denaro nella forchetta 0-0,25%, ribadendo che resteranno a livelli bassi fino a metà 2015. Ora i riflettori tornano a puntarsi sull’Europa. Dal meeting dell’Eurogruppo a Cipro sono arrivati i primi messaggi rassicuranti. Lo stesso presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha affermato che in settimana sono stati inviati buoni segnali per la risoluzione della crisi finanziaria dell’Eurozona. Intanto la Spagna ha reso noto che presenterà entro la fine del mese un nuovo piano di riforme strutturali basate sulle raccomandazioni dell’UE.

Italia: FTSE Mib in forte progresso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 2,34% a 16624 punti. Forti acquisti su Mediaset, STM, Mediolanum e Fiat Industrial.

Valute: gran balzo dell’euro rispetto al biglietto verde

Tra le valute, prosegue il rally del cambio euro/dollaro al momento scambiato a 1,3145, toccando un massimo intraday a 1,3169, livello più alto da inizio maggio. La corsa della moneta unica sul biglietto verde sembra non trovare ostacoli e sembra intenzionata ad attaccare gli obiettivi posizionati a 1,3284 e 1,3380. Considerando la situazione di forte ipercomprato dei principali oscillatori, nel breve sarà possibile assistere ad un ritracciamento dei prezzi. Tuttavia solo una discesa al di sotto del supporto a 1,2815, dove al momento transita la media mobile a 200 sedute, potrebbe modificare le aspettative di crescita.

Macro: valanga di dati dagli States

Sul fronte macro, ricca giornata di dati. Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Lavoro USA ha comunicato che, nel mese di agosto, l’indice grezzo dei prezzi al consumo è salito dello 0,6% su base mensile (consensus +0,5%). Su base annuale l’indice ha registrato un incremento dell’1,7%, al di sopra delle aspettative fissate su un progresso dell’1,6% a/a. L’indice core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato un rialzo dello 0,1% rispetto al mese precedente, (previsioni +0,2%). Su base annuale l’indice e’ salito dell’1,9% (consensus +2,1%). Il Dipartimento del Commercio ha annunciato che le vendite al dettaglio hanno registrato nel mese di agosto una salita dello 0,9% m/m, (consensus +0,7% m/m). L’indice core escluso il settore auto ha mostrato un incremento dello 0,8% m/m (consensus +0,6% m/m). La Federal Reserve ha comunicato che la produzione industriale, nel mese di agosto, è scesa dell’1,2% rispetto al mese precedente, ben peggiore delle attese (+0,2%). Rivista al ribasso la produzione di luglio al +0,5% dal +0,6%. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva si è attestato al 78,2% (consensus 79,2%). La stima preliminare sull’indice di fiducia dei consumatori statunitensi, calcolato dall’Università del Michigan e da Reuters, ha mostrato una crescita, nel mese di settembre, da 74,3 a 79,2 punti, ben migliore del consensus (74,0 punti).

Titoli di Stato:  spread btp/bund in forte calo

Sul fronte governativo in forte flessione le tensioni sul debito italiano. Il differenziale di rendimento tra il btp decennale del BelPaese e il bund tedesco con scadenza a 10 anni è sceso a 333 pb dai 345 pb registrati in apertura.

Commodity: oro e petrolio toccano nuovi massimi

Tra le commodity, gran balzo dell’oro. Il metallo prezioso è infatti salito fino a 1778 dollari l’oncia, massimo degli ultimi 6 mesi, per poi arretrare a 17770 dollari l’oncia. In forte crescita anche il petrolio. Il cfd sul light crude viene scambiato al momento a 99,40 dollari al barile (toccando un massimo da maggio a 100,41). Le quotazioni del greggio sono state sostenute non solo dal lancio del QE3 ma anche dall’aumento delle tensioni in Nord Africa (attacchi alle ambasciate USA).

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist of IG Markets Italy