Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante i dati macro contrastati. Il Dow Jones Industrial Average avanza dell’1,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,22% e l’S&P 500 un +1%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +1,53%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +1,3% e il Cac di Parigi un +1%. Il sentiment della seduta, dopo l’incertezza della mattinata, è migliorato dopo l’apertura di Wall Street, ma rimane ancora molto fragile. A nostro avviso i dati macro odierni hanno deluso un po’ le aspettative e questo insieme ai dati sull’occupazione di marzo alimenta le aspettative di un quantitative easing da parte della Fed, che potrebbe essere annunciato nel corso dei prossimi appuntamenti di politica monetaria. La tensione rimane ancora alta, soprattutto in Europa, dove le previsioni di crescita sono ancora molto contenute e si prevede una crescita della disoccupazione nel corso del 2012. Sarà interessante notare la posizione degli investitori alla luce delle trimestrali. Questa sera sarà la volta di Google, mentre domani toccherà alle banche, con JP Morgan e Wells Fargo.

Italia: Ftse Mib tenta avvicinamento a 15.000 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,23% a 14.869 punti. Dopo una seduta caratterizzata dall’incertezza, l’indice ha virato in positivo solo nell’ultime ore di contrattazioni, in scia agli indici statunitensi. Riprendono a correre i finanziari, con Banca Popolare di Milano che ha guidato i rialzi con un +8,52%. Bene anche Intesa SanPaolo (+1,92%) e Banco Popolare (+3%). Tra gli industriali, bene Piaggio (+3,16%) e Fiat (+1,67%).

Valute: euro/dollaro ai massimi dal 4 aprile

Tra le valute, ritorna sui massimi di seduta il cambio euro/usd nonostante i dati macro statunitensi di questo pomeriggio. Questa mattina il cambio è rimasto pressoché indifferente all’asta Btp a 3 anni, che ha visto un rialzo sensibile dei tassi di interesse e un lieve calo della domanda. Il cross dopo aver oscillato per tutta la mattinata sotto 1,3150 è salito a 1,3180, massimo dal 4 aprile scorso. Probabilmente il cambio continua a essere interessato dalla speculazione di un quantitative easing da parte della Federal Reserve, altrimenti questi livelli non sarebbero giustificati. Manteniamo il supporto a 1,3030-1,30, mentre la resistenza rimane collocata a 1,32. Prosegue poco mosso il cambio tra il biglietto verde e lo yen dopo i dati deludenti Usa di questo pomeriggio. Il cambio continua ad oscillare intorno a 81,00. Collochiamo il supporto sui minimi di ieri a 80,60, mentre la principale resistenza rimane 81,20.

Macro: dati Usa iniziano a mostrare segnali di incertezza

Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite inaspettatamente a 380.000 unità (+13.000 unità dalla precedente settimana, dato rivisto). Variazione nulla per l’indice dei prezzi alla produzione relativo al mese di marzo (da +0,4% m/m a febbraio). All’interno del dato si evidenzia una forte contrazione dei derivati del petrolio e un rialzo dei prezzi degli alimentari. Sorprende positivamente invece il deciso calo del deficit commerciale, che a febbraio si è attestato a 46 miliardi di dollari dai 52,5 di gennaio (51,7 le attese). Sul dato ha pesato una brusca frenata delle importazioni  (-2,7%) a fronte di un lievissimo rialzo delle esportazioni (+0,1%). Forte calo delle importazioni di beni non energetici. I dati odierni, a nostro avviso vanno a confermare la view cautelativa della Federal Reserve sull’andamento dell’economia americana secondo quanto è stato riportato nel Beige Book di ieri sera e come ha dichiarato il membro del Fomc, Yellen. Il rallentamento del mercato del lavoro e del tasso di crescita dei prezzi al consumo (i cui dati saranno rilasciati domani) sono le condizioni che dovranno realizzarsi affinché la Banca centrale statunitense immetta altri soldi nell’economia e questo sembra si stia avverando. Intanto domani si attendono i dati sull’inflazione Usa e quelli sulla crescita cinese.

Titoli di Stato:  Italia supera test mercati dopo recenti tensioni

Sul fronte governativo, questa mattina il Tesoro ha emesso titoli a 3 anni per 2,88 miliardi di euro (3 miliardi il massimo previsto) al tasso del 3,89%, in netto rialzo dal 2,76% di metà marzo. Si tratta del valore più alto da metà gennaio. Nella stessa occasione sono stati assegnati altri 2 miliardi off the run. Tutto sommato l’esito è stato in linea con quello che abbiamo osservato ieri sull’asta Bot a 12 mesi. Ha deluso il bid-to-cover che è risultato in calo  a 1,43 da 1,56 dell’ultima emisisone, nonostante su questo comparto potevano essere utilizzati i fondi della Ltro. Si restringe lo spread questo pomeriggio in scia al miglioramento del mercato azionario. Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco è sceso a 367 punti base dai 400 pb poco prima dei risultati dell’asta.

Commodity:  petrolio e oro ai massimi da inizio mese

Tra le commodity, schizza ai massimi da inzio aprile l’oro a 1.673 dollari/oncia dopo i deludenti dati macro odierni. Confermiamo il supporto a 1.650 e la resistenza a 1.700 dollari. Forte rialzo anche per il prezzo del petrolio, che si è portato ai massimi dal 3 aprile a 104,25 dollari/barile. Sull’oro nero agiscono più le tensioni geopolitiche legate all’imbargo dell’Iran piuttosto che i fondamentali, visto il continuo aumento delle scorte di greggio negli Usa.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy