Focus

Procedono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio sulla scia dei dati macro deludenti. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,36%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,14% e l’S&P 500 un +0,36%. In Europa chiusura poco sopra la parità per i principali indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,31%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a +0,66% e il Cac di Parigi a +0,37%. Gli investitori sono tornati agli acquisti oggi dopo diverse sedute in rosso. La nostra sensazione è che si tratti solo di movimento tecnico dopo i recenti cali. Non ci attendiamo che il rimbalzo possa durare a lungo vista l’incertezza che ruota intorno alla Grecia, dove le previsioni di un ritorno alle urne diventano sempre più concrete.

Italia: Ftse Mib torna a respirare dopo conti Unicredit

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,7% a 14.004 punti. Forti rialzi per i bancari dopo i conti di Unicredit (+6,7%) e Mediolanum (+5,5%). Bene anche Intesa SanPaolo (+6,3%). Fa eccezione Mediobanca (-1,3%). Vola A2a (+9,66%) dopo la trimestrale sopra le stime degli analisti. Crolla Geox (-12,2%) dopo la revisione delle stime sul 2012. Recuperano terreno Fondiaria Sai (+8%) e Milano Assicurazioni (+1,8%), dopo la nuova offerta da 800 milioni di euro avanzata da Sator-Palladio. Sul nostro indice ha influito anche la notizia secondo cui Goldman Sachs nel 1° trimestre abbia acquistato titoli di Stato italiani per 2,3 miliardi di dollari.

Valute: euro/dollaro fermo in attesa di sviluppi

Tra le valute, prosegue poco mosso il cross euro/usd nonostante il recupero dell’azionario. Sulla moneta unica pesano le voci che vedrebbero Atene fuori dall’area euro. Oggi il presidente ellenico affiderà all’ex ministro delle finanze Venizelos l’incarico di formare un nuovo governo, dopo i fallimenti dei partiti della Nuova Democrazia e Syriza. Dal punto di vista grafico, la permanenza sotto 1,30 conferma lo scenario di debolezza con primo obiettivo a 1,2870-1,2860. Recupera terreno il dollaro statunitense contro lo yen nonostante i dati macro contrastati odierni. Dal punto di vista grafico, il cross si è portato al ridosso di 80,00. Sembra configurarsi un testa-spalle con la testa sui massimi del 15 marzo e la neck line passante per i minimi del 6 marzo e dell’11 aprile, che aprirebbero a un deprezzamento verso i minimi a 76,60-76,40. Per la conferma è necessario che si torni al test di 80,60, senza che questo livello venga violato al rialzo.

Macro: rallenta l’economia a stelle e strisce

Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un calo di 1.000 unità, raggiungendo quota 367.000 unità (rivisto il dato precendente). Si amplia il deficit commerciale a marzo negli Usa, raggiungendo quota 51,8 miliardi di dollari dai 45,4 di febbraio (49,5 miliardi le attese). Continua a rallentare il mercato del lavoro statunitense e questo getta timori sulla ripresa dell’economia a stelle e strisce. Inoltre il dato sulla bilancia commerciale di marzo risulta drogato dall’alto prezzo del greggio. Nella notte in Cina la bilancia commerciale di aprile ha mostrato un surplus di 18,4 miliardi di dollari, in netto rialzo dai 5,3 di marzo. In realtà sul dato ha inciso brusca frenata dell’import (+0,4% da +5,3%). Il dato riflette la bassa domanda interna delle imprese, che fanno temere per un rallentamento della produzione nei prossimi mesi.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund torna sotto 400 pb

Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo oggi. Lo spread si è portato nel pomeriggio sotto soglia dei 400 punti base, a 396 pb in scia al miglioramento del comparto azionario. Oggi la Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’area euro sul 2012 a -0,2% da -0,1% stimato in precedente. Rivisto al rialzo il tasso di inflazione a +2,3% a/a, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere l’11%.

Commodity: calo import Cina pesa sul petrolio

Tra le commodity, fallisce il ritorno sopra i 1.600 dollari/oncia l’oro questo pomeriggio nonostante l’andamento positivo del comparto delle commodity. Ritorna sui livelli di questa mattina anche il petrolio dopo aver toccato un massimo dalle ultime tre sedute a 98 dollari/barile. La crescita globale sembra essere minacciata dal rallentamento della Cina, dopo i dati della notte sulla bilancia commerciale che ha mostrato una brusca frenata delle importazioni e un rallentamento delle esportazioni.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy