Focus

Seduta contrastata per gli indici europei in una giornata caratterizzata dai bassi volumi vista la chiusura delle borse statunitensi nel pomeriggio. Il Ftse 100 di Londra ha terminato in rialzo dello 0,14%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a -0,15% e il Cac di Parigi a -0,22%. Gli indici, dopo una partenza sprint, si sono spenti a metà seduta, vista la mancanza di market mover importanti e l’assenza degli investitori oltreoceano. Gli investitori hanno dato seguito alle vendite in scia ai nuovi timori sulla tenuta del sistema bancario spagnolo, dopo le voci di nuovi fondi (19 miliardi di euro) da parte di Bankia. Il premier Rajoy, in una conferenza stampa, ha fatto sapere che il Paese sta attraversando un momento difficile e si è detto favorevole per una modifica delle regole dell’Esm e dell’Efsf che permetta ai fondi di partecipare alla ricapitalizzazione del sistema bancario. Questa mattina erano circolate le voci di iniezioni di capitale da parte del governo attraverso emissioni di bond governativi in cambio di azioni. Ci aspettiamo che l’incertezza prosegua domani con il ritorno agli scambi in Usa e in vista del referendum sul fiscal compact di giovedì in Irlanda.

Italia: Ftse Mib fallisce terza chiusura sopra 13.100

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,74% a 13.057 punti, fallendo la terza chiusura sopra ai 13.100. Negativi i bancari, con Ubi Banca e Banco Popolare che hanno chiuso rispettivamente a -2 % e a -3,74%, penalizzate dalle critiche di Moody’s alle decisioni della Banca d’Italia di far adottare ai due gruppi i modelli interni di rating. Prove di rimbalzo per Geox (+3,07%) dopo i cali delle ultime settimane. Sul Ftse Mib segnaliamo la buona performance di Autogrill (+1,9%) sulla scia delle news sullo scorporo della parte duty free.

Valute:  euro/dollaro fallisce attacco a 1,2625

Tra le valute, riduce i guadagni della mattinata l’euro/dollaro (a 1,2540) sulla scia dei nuovi timori sulla tenuta del sistema bancario spagnolo. Il cross dopo aver testato la resistenza collocata a 1,2625 (precedente minimo del 2012) questa mattina ha ripreso a scendere dopo la conferenza stampa del premier spagnolo Rajoy. L’incapacità di sfondare questo livello ha permesso l’ingresso dei ribassisti che hanno riportato il cross sotto 1,2550. Ci aspettiamo che se i dati Usa della settimana (Pil e tasso disoccupazione) dovessero deludere l’euro potrebbe tornare a respirare portandosi sopra 1,2625, anche se l’impostazione di medio periodo rimane ribassista. Prosegue in lieve calo il biglietto verde contro lo yen, vista anche l’assenza degli operatori oltre oceano. Nella notte le minute della Banca centrale nipponica (BoJ) hanno spento gli animi di coloro che davano per scontato ulteriori immissioni di liquidità da parte dell’istituto centrale giapponese, fornendo sostegno alla yen. Il cross scambia ora a 79,40 dai 79,70 della chiusura di venerdì. Al ribasso il primo livello passa per 79,20 e successivamente a 79,00, mentre la resistenza si colloca a 80,15. Altro test a 99,50 per l’euro/yen, dove si configura ora un triplo minimo.

Macro: domani focus su inflazione tedesca

Sul fronte macro, non ci sono dati rilevanti in agenda oggi. Nel corso della settimana sono attesi importanti market mover. Domani gli operatori si concentreranno sul tasso di inflazione preliminare di maggio in Germania, mentre nel pomeriggio sarà la volta della fiducia dei consumatori, dell’indice dei prezzi degli immobili Case-Shiller e quello manifatturiero della Fed di Dallas in Usa. Sarà importante notare l’andamento dei prezzi al consumo in Germania, in quanto un ulteriore rallentamento di questo fattore aprirebbe verso ulteriori stimoli per la Bce.

Titoli di Stato: Tesoro, attese emissioni per altri 14 miliardi di euro

Sul fronte governativo, buona asta quella di stamattina del Tesoro Italiano, che ha emesso 3,5 miliardi di euro di Ctz a 2 anni, con un rendimento del 4,03%. Il bid-to-cover è stato pari a 1,6. Tra domani e mercoledì il Tesoro ha previsto emissioni di Bot e Btp (5 e 10 anni) fino a un totale massimo di 14,25 miliardi di euro, mentre giovedì scadono titoli a breve termine. L’unica minaccia alle emissioni italiane in questo momento sono costituite dalla problematica situazione delle banche spagnole. Ci aspettiamo che, ancora una volta, sia la domanda interna a sostenere l’offerta. Da notare che il mercato, alla luce anche dell’asta odierna, potrebbe risultare particolarmente saturo, anche se questo non dovrebbe influenzare la richiesta complessiva.

Commodity: stabili oro e petrolio

Tra le commodity, stabile l’oro in area 1.573 dollari/oncia, mentre il petrolio riduce i guadagni della mattinata a 91,40 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy