Focus

Proseguono in lieve rialzo gli indici statunitensi in scia ai dati macro odierni. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,45%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,26% e l’S&P 500 un +0,05%. In Europa chiusura contrastata per gli indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato le contrattazioni a +0,28%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,39% e il Cac di Parigi un -0,13%. Seduta incerta quella odierna in Europa. Non ci sono state notizie veramente in grado di muovere il mercato a nostro avviso. La sensazione è che gli investitori abbiano approfittato nelle ultime due sedute per recuperare dai minimi della scosa settimana. Intanto oggi la Ue ha fatto sapere di rinviare il voto sulle nuove misure stringenti di Basilea III, visto lo stato di difficoltà in cui versano alcune banche. È stata poi smentita la notizia diffusa dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung secondo cui una serie di Paesi dell’area euro starebbe valutando l’ipotesi di trasferire i fondi dell’Esm alle banche con problemi di liquidità, anche se Berlino è contraria a tale ipotesi.

Italia: Fiat in pesante calo dopo conti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,66% a 14.509 punti. Dati in linea con il consenso per Fiat, penalizzata in borsa (-5,13%) visto che la buona performance dipende dalla controllata Chrysler. Male anche Finmeccanica (-4%). Perdono terreno le banche, con la Popolare di Milano che chiude in calo del 3,06% e Monte dei Paschi di Siena del 2,96%. In controtendenza Piaggio (+4%) e Lottomatica (+2,4%).

Valute: dollaro debole contro principali valute

Tra le valute, terza seduta di apprezzamento per l’euro/dollaro che si sta allontanando dai minimi di inizio settimana (a 1,31). Oggi la moneta unica sembra essere soggetta all’effetto suscitato dalle parole di Bernanke di ieri che ha lasciato la porta aperta per un ulteriore stimolo monetario. La nostra sensazione, infatti, è che l’euro si stia apprezzando proprio per effetto di una maggiore debolezza del dollaro dato che gli investitori temono che la Fed stampi banconote. Il cambio si colloca ora a 1,3240, dopo il massimo a 1,3260 questa mattina. Si deprezza il biglietto verde contro lo yen oggi in scia alle parole di Bernanke e ai dati macro contrastanti di questo pomeriggio. Il cross si colloca a  80,70, in prossimità del supporto del 17 aprile, mentre la resistenza si colloca a 81,10.

Macro: Usa, segnali contrastanti da mercato immobiliare

Sul fronte macro, dopo il tonfo degli ordini di beni durevoli di ieri, oggi le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Usa sono scese di 1.000 unità a 388.000 (375.000 le attese). Rivisto al rialzo il dato precedente (a 389.000 da 386.000). Sorprende positivamente invece l’indice di vendita delle abitazioni in corso, salito del 4,1% a marzo, a 101,4 punti. Cresce l’attesa per domani quando saranno rilasciate le stime sul pil statunitense relative al 1° trimestre. Intanto in Germania, l’inflazione di aprile ha mostrato un rallentamento al 2% a/a dal 2,1% di marzo. Si tratta del valore più basso da gennaio dello scorso anno.

Titoli di Stato: Btp potrebbero beneficiare roll over di lunedì

Sul fronte governativo, oggi il Tesoro italiano ha emesso Bot a 6 mesi per 8,5 miliardi di euro ad un tasso dell’1,77% dall’1,119% della precedente asta. Buona la domanda, pari a 1,7 volte l’offerta. Domani intanto andranno in asta titoli a medio lungo termine fino a un massimo di 6,5 miliardi di euro. Ci attendiamo che il roll over con i titoli in scadenza potrebbe favorire la domanda da parte degli investitori. Questa sera il Tesoro statunitense andrà in asta con T-note a 7 anni, dopo che nell’asta di ieri sul comparto a 5 anni si è registrato che il rendimento massimo è stato il più basso del 2012.

Commodity:  oro e petrolio corrono su dollaro debole

Tra le commodity, nuovo massimo da due settimane per l’oro, salito a 1.656 dollari/oncia. Bene anche il petrolio che si spinge sino al test dei 105,00 dollari/barile, nonostante i dati deludenti. L’intero comparto sta beneficiando della debolezza del dollaro statunitense in scia alle dichiarazioni espansive di Bernanke di ieri.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy