Focus

Proseguono in timido rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in vista del comunicato del Fomc. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,2%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,05% e l’S&P 500 un +0,3%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +1,3%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,3% e il Cac di Parigi a +0,87%. Alla fine ha prevalso l’incertezza tra gli operatori in vista della decisione di domani della Bce. Per questa sera il Fomc potrebbe limitarsi a ribadire il proprio impegno a sostenere l’economia Usa qualora lo scenario macro peggiori. Più importante sarà l’appuntamento di domani della Bce. I mercati nelle ultime due sedute hanno consolidato il forte rimbalzo in atto dallo scorso giovedì. Siamo di fronte a un bivio. Se la Bce dovesse riuscire a superare l’ostinato rigore tedesco, ribadito anche oggi dalla Bundesbank, e se dovesse annunciare misure decise per contrastare la speculazione sui titoli di Stato (come ha precisato anche Monti dalla Finlandia) probabilmente i mercati salirebbero facendo scattare un segnale tecnico rialzista ad agosto. Se la Bce dovesse limitarsi alle raccomandazioni probabilmente si andrebbe incontro a un pesante sell off.

Italia: Ftse Mib in fase interlocutoria

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,27% a 13.930 punti. Ha chiuso in pesante calo Mediaset (-10,8%) dopo i conti deludenti e le basse prospettive di crescita sul 2012. Deciso rialzo per Enel Green Power (+4,55%) in vista della trimestrale di questa sera. Riduce le perdite nel finale Finmeccanica (-0,75%) dopo la trimestrale di ieri. Vola Parmalat (+9,5%), mentre tra i bancari ha brillato Monte dei Paschi di Siena (+1,8%).

Valute: euro/usd, delusione Bce potrebbe alimentare calo

Tra le valute, rimane inchiodato sull’1,2300 l’euro/dollaro questo pomeriggio nonostante i buoni dati macro Usa. Gli operatori stanno aspettando il report della Fed, ma potrebbero rimanere delusi dalla mancanza di azione e decidere di acquistare dollari. Sul cross ci aspettiamo un ritorno di volatilità domani in vista del meeting della Bce. Se Draghi dovesse deludere le attese, il cross potrebbe andare a picchiare violentemente sul supporto a 1,2150 e magari romperlo per dirigersi verso i minimi della scorsa settimana.

Macro: Usa, buoni segnali da Adp

Sul fronte macro, la stima Adp sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia a luglio ha registrato una crescita di 163.000 unità, contro le 120.000 del consenso. Delude le attese anche l’Ism manifatturiero di luglio, che si è attestato a 49,8 punti dai 49,7 di giugno (50,1 il consenso). Male ancora la componente dei nuovi ordini e dell’occupazione. Risale invece la produzione e le scorte. I dati non sono molto incoraggianti dato che, la produzione nei prossimi potrebbe scendere visto il livello delle scorte. La stima Adp potrebbe aprire a un dato superiore alle attese per i non farm payrolls di luglio che saranno rilasciati il prossimo venerdì.

Titoli di Stato: spread torna a 450 pb

Sul fronte governativo, si riduce ancora nel pomeriggio lo spread Btp-Bund sulla scia dell’innalzamento dei rendimenti sul decennale tedesco. Il differenziale si è portato sui livelli di inizio settimana a 453 pb. Domani gli investitori si concentrano sull’asta spagnola a medio termine fino a 3 miliardi.

Commodity: oro precipita su dato Adp

Tra le commodity, precipita l’oro dopo i dati Usa odierni sulle stime Adp. Gli investitori credono che l’andamento del mercato del lavoro non è così negativo da richiedere ulteriori immissioni di liquidità e questo spinge le vendite sul prezioso. Il prezzo spot è sceso ai minimi dal 25 luglio a 1.595 dollaro/oncia dai 1.620, massimi intraday. Recupera il petrolio, con il Wti che è salito a 89 dollari/barile dopo che il Dipartimento dell’Energia ha reso noto che la scorsa settimana le scorte sono scese di 6,5 milioni di barili.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy