Focus

In lieve flessione gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,20%, l’S&P500 lo 0,10% e il Nasdaq Composite lo 0,05%. Indici statunitensi in rosso con il Dow Jones appesantito soprattutto dalle perdite di Boeing dopo i problemi al 787 Dreamliner. All Nippon Aiways e Japan Airlines hanno infatti deciso di lasciare a terra la propria flotta di Dreamliner dopo l’atterraggio di emergenza di uno di tali modelli. Boeing risente inoltre della decisione di Goldman Sachs di togliere il titolo dalla propria conviction buy list. Sono passate quasi in secondo piano le trimestrali dei due big bancari, Goldman Sachs e JPMorgan. Molto bene Goldman Sachs (eps 4T a 5,60 dollari per azione) che a Wall Street evidenzia una crescita del 2,50%. Alla chiusura di Wall Street avremo la pubblicazione delle cifre trimestrali del colosso delle aste online eBay.

Recuperano nel finale le Borse europee (Francoforte e Parigi positive) dopo una giornata in calo. Le piazze azionarie avevano risentito in seduta delle decisioni della Banca Mondiale che ha tagliato le stime sul PIL globale 2013/2014. Tornano, inoltre, le tensioni sui debiti dell’Europa periferica (Spagna e Portogallo tra tutti). Il rendimento del decennale spagnolo è salito fino al 5,08% per poi arretrare al 5,02%, quello portoghese ha toccato un massimo al 6,44%. Riteniamo che soprattutto domani avremo ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’economia del paese iberico. Domani, infatti, il Tesoro spagnolo dovrà collocare un bond decennale. L’esito di tale collocamento avrà ripercussioni importanti sui mercati. La nostra view rimane positiva sull’asta di domani anche se riteniamo che i problemi sulla crisi debitoria non siano ancora completamente risolti. Molto rilevante sarà soprattutto l’esito delle elezioni italiane di febbraio.

Italia: FTSE Mib recupera nel finale

L’indice italiano appesantito dalle perdite del comparto bancario (principalmente a causa di prese di beneficio) ha toccato un bottom intraday a 17200 per poi risalire al di sopra di 17300. Il calo puo’ ancora considerarsi fisiologico dopo il forte movimento positivo evidenziato dai minimi del 10 dicembre. La tenuta della trendline rialzista partita dai bottom dello scorso mese lascia ancora aperto uno spiraglio per le prospettive di crescita di breve. Per allentare le recenti tensioni, i prezzi dovranno tuttavia superare le resistenze in area 17500 oltre alle quali si creeranno i presupposti per un’estensione dell’allungo in direzione dei target a 17570 e 17690, ultimi ostacoli da oltrepassare per ambire al raggiungimento dello strategico livello di 17745. Tra i titoli oltre ai bancari deludono anche Fiat dopo i dati sulle immatricolazioni europee e Mediaset sulla scia di alcuni downgrade.

Valute:  euro/dollaro mette pressione ai supporti a 1,3250/60 ma poi risale sopra 1,33

Forti oscillazioni per il cambio tra la moneta unica e l’euro sulla scia dei tanti appuntamenti macroeconomici della giornata. Dopo aver messo più volte pressione ai supporti compresi tra 1,3250/1,3260 la moneta unica è tornata ad apprezzarsi sul biglietto verde (salendo al di sopra di 1,33) sulla sia dei dati sull’inflazione americana rimasta molto contenuta, permettendo così alla Federal Reserve di proseguire le proprie strategie monetarie espansive. Il nostro sentiment sul cambio euro/dollaro rimane positivo non tanto per i buoni fondamentali di Eurolandia ma per le diverse strategie di politica monetaria delle banche centrali.

Macro: dati positivi negli States

Sul fronte macro, interessanti dati pubblicati negli States. L’indice core dei prezzi al consumo in dicembre è rimasto stabile all’1,9% a/a (+0,1% m/m vs consensus +0,2% m/m), inferiore quindi al limite di tolleranza della FED. Riteniamo che tale dato possa permettere alla banca centrale statunitense di proseguire ulteriormente con le proprie strategie monetarie ultraespansive a sostegno delle attività economiche e delle ripresa del mondo del lavoro. Bene anche la produzione industriale che ha mostrato un incremento dello 0,3%, in linea con le attese del consensus.

Titoli di Stato: Germania colloca decennale con rendimenti in crescita, riflettori su asta spagnola di  domani

Sul fronte governativo, l’agenzia del Tesoro del paese tedesco ha collocato 4 mld di euro per un bund decennale con un rendimento in forte rialzo all’1,56% dall’1,40% dell’asta precedente. Se l’aumento del rendimento del decennale tedesco puo’ essere considerato come un segnale positivo anche in termini di spread, rimangono comunque evidenti le tensioni sui mercati obbligazionari confermate dalla buona domanda del decennale tedesco (bid to cover ratio all’1,7) nonostante un rendimento così basso.

Commodity: petrolio in crescita, scorte USA in calo

Tra le commodity, in rialzo il petrolio. Il cfd sul WTI light crude mostra un incremento dell’1% a 94,30 dollari al barile sulla scia dei dati sulle scorte statunitensi (in flessione di 950 mila barili rispetto alle attese fissate su un incremento di 2,2 mln di barili).

FILIPPO DIODOVICH Market Strategist IG