Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi in una seduta caratterizzata da pochi market mover rilevanti. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,25%, mentre l’S&P500 segna un -0,05% e il Nasdaq Composite un +0,2%. Deboli anche i listini europei con il FTSE100 di Londra che ha terminato con un calo dello 0,2%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un -0,25% e il Cac di Parigi un -0,5%. Gli indici europei hanno virato in negativo poco dopo metà seduta dopo una mattinata trascorsa con il segno positivo. A nulla sono servite le news provenienti sul fronte Spagna, con Moody’s che ha fatto sapere di rinviare la propria decisione sul rating di Madrid entro il mese di ottobre a seguito dei risultati sugli stress test e sulla manovra finanziaria approvata sabato. Secondo le ultime news Rajoy avrebbe dichiarato che la richiesta di aiuti non è imminente. Questo non è certo favorevole per i mercati. Ci aspettiamo che il mercato potrebbe mettere ulteriormente pressione alla Spagna affinché le voci sulla possibile richiesta di aiuti si concretizzi nel week end. La nostra sensazione è che i volumi potrebbero rimanere bassi sino a giovedì in vista degli appuntamenti delle ultime due sedute della settimana (Bce, BoE, BoJ e dati sul mercato del lavoro Usa).

Italia: Ftse Mib si sgonfia nel pomeriggio

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a -0,2% a quota 15.495 punti. Non sono riusciti a tenere i guadagni della mattinata i bancari che hanno chiuso con cali contenuti, sotto all’1%. Corre ancora Finmeccanica (+3,25%) e Mediolanum (+3,4%). Male Telecom Italia (-2,34%).

Valute: euro/usd, rottura 1,2960 apre per test 1,30 e 1,3060

Tra le valute, seduta di rialzo per l’euro/dollaro dopo essersi appoggiato nella notte sul supporto a 1,2880. Il pivot point ha fornito spunto per un rialzo che ha visto come principale resistenza 1,2970 (prima resistenza pivot), che si configura anche come livello da sfondare per sperare in una riproposizione dell’1,30. Oltre la corsa si potrebbe spingere sino a 1,3060. Al ribasso, sotto 1,2880 il calo potrebbe estendersi sino a 1,2830 e successivamente a 1,28. Recupera anche l’euro/jpy, che torna sopra 101, ai massimi da oltre una settimana.

Macro: prezzi produzione potrebbero precludere taglio tassi Bce

Sul fronte macro, non ci sono stati dati rilevanti questo pomeriggio in Usa. Questa mattina i prezzi alla produzione nell’area euro a settembre hanno mostrato un rialzo congiunturale dello 0,9% m/m (+2,7% a/a). Sono stati dati superiori alle attese e questo probabilmente potrebbe rappresentare un elemento chiave nelle decisioni di politica monetaria della Bce. Probabilmente Draghi giovedì prossimo potrebbe ribadire le tensioni in atto sulla stabilità dei prezzi e questo potrebbe precludere la possibilità di un taglio dei tassi da qui a fine anno.

Titoli di Stato: Spagna, speculazione Omt e aiuti potrebbe alimentare domanda

Sul fronte governativo, l’appuntamento più rilevante della settimana è senz’altro l’asta a medio termine spagnola di giovedì per un ammontare compreso tra i 3 e i 4 miliardi di euro. È interessante notare cosa intendono fare gli operatori in scia alle voci di un possibile ricorso di Madrid agli aiuti già questo week end. Ci aspettiamo rendimenti pressoché in linea con le ultime aste, mentre potrebbe esserci un ritorno della domanda sulla speculazione degli aiuti della Ue e dell’attivazione dell’Omt della Bce che agisce proprio su quel segmento della curva.

Commodity: stabili oro e petrolio

Tra le commodity, stabile l’oro in scia con l’incertezza presente sui mercati. Il prezzo spot si colloca a 1.778 dollari/oncia, poco sotto i massimi a 1.792 dollari toccati ieri. Pressoché invariato anche il petrolio, con il Wti a 92,50 dollari/barile, sotto i massimi di 93,50 dollari sfiorati ieri pomeriggio.

VINCENZO LONGO

Market Strategist IG