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Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio nonostante il rialzo delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,25% e l’S&P 500 un +0,1%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +1,4%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,5% e il Cac di Parigi a +1,2%. Quarta seduta consecutiva di rialzo per gli indici europei in vista dell’incontro della Bce di giovedì. Il mood degli operatori continua ad essere alimentato dalle aspettative di ulteriori misure espansive da parte del presidente della Bce, Mario Draghi, che qualora dovessero essere smentite porterebbero a importanti prese di profitto. Ci aspettiamo che qualcosa venga fatto dato che la credibilità di un governatore è un elemento fondamentale che deve essere rispettato. Segnali positivi questo pomeriggio sono arrivati anche dall’incontro Geithner e Schauble, che hanno fatto un plauso alle misure varate da Italia e Spagna, invocando anche maggiore cooperazione internazionale. Sui mercati la forza di recupero dai minimi della scorsa settimana è un buon segnale per un avvio del bullish market estivo. Aspettiamo però i movimenti di questa ottava per vedere se scatteranno i segnali rialzisti.

Italia: Ftse Mib al ridosso dei 14.000 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a +2,8% a 13.978 punti. L’indice italiano si è riportato così nell’arco di sole 4 sedute dai minimi storici al test di una resistenza importante. Probabilmente ci potrebbe essere un pull back prima che il recupero prosegua. Ennesima seduta sprint per i bancari che hanno fatto segnare performance superiori al 4%. Unico segno negativo Saipem (-1,5%) dopo i conti e l’outlook particolarmente cautelativo della società. Bene anche Mediolanum (+7,2%) e A2a, quest’ultima ha beneficiato della cessione di una controllata francese per 160 milioni di euro.

Valute: yen in rafforzamento

Tra le valute, rimane debole l’euro/usd questo pomeriggio nonostante il rally azionario. Il cross rimane in area 1,2240, dove si sta creando una buona base di supporto. È importante che questo livello venga tenuto per evitare un ritorno su 1,2150. Torna ad apprezzarsi lo yen sia contro il biglietto verde che contro euro. Ci sono ancora timori sulla Spagna che stanno spingendo alcuni operatori a coprirsi sulla valuta nipponica.

Macro: Fed Dallas non sarà decisivo per Fed

Sul fronte macro, l’indice manifatturiero della Fed di Dallas, a luglio è precipitato ben oltre le attese a -13,2 punti dai 5,8 di giugno. Si tratta dei minimi da 10 mesi e del calo più accentuato degli ultimi 7 anni. Non si tratta certo di un dato positivo, ma nonostante tutto non sarà questo che farà muovere la Fed. Intanto questa mattina l’Istituto di statistica spagnolo ha reso noto che il Pil nel 2° trimestre ha segnato un calo dello 0,4% t/t (-1% a/a) nel 2° trimestre da -0,3% dei primi tre mesi. La contrazione economica continua a peggiorare sensibilmente nella penisola iberica. Rimaniamo dell’avviso che lo scenario non dovrebbe migliorare neanche nel trimestre in corso. Qualche timido segnale di rallentamento della contrazione ci sarà solo negli ultimi tre mesi dell’anno.

Titoli di Stato: Spagna, mercoledì test importante

Sul fronte governativo, supera senza difficoltà il test odierno sui Btp a medio lungo termine il Tesoro italiano. I rendimenti sono scesi su tutte le scadenze, mentre la domanda non è stata particolarmente brillante soprattutto sul titolo a più breve termine. Ora le attenzioni tornano sulla Spagna che mercoledì andrà al test del mercato con titoli a medio lungo termine. Intanto lo spread Btp-Bund questa mattina si è è mantenuto in area 463 punti, con minimi a 450 pb.

Commodity: petrolio recupera 90 dollari

Tra le commodity, prosegue stabile in area 1.615 dollari/oncia l’oro. Timidi segnali di recupero per il petrolio, con il Wti che recupera i 90 dollari/barile, dopo un test a 89,40 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy