Focus

Indici contrastati negli States. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una flessione dello 0,10%, lo S&P500 dello 0,25% mentre il Nasdaq Composite mostra un incremento dello 0,20%. Europa poco mossa. Crediamo che i trader abbiano preferito essere prudenti in attesa degli importanti appuntamenti in settimana (PIL 4T in Spagna e Stati Uniti, aste di BTP in Italia, riunione del FOMC, nuovi occupati negli States) e dopo i forti rialzi evidenziati negli ultimi mesi. Luci e ombre per i dati macro statunitensi (ottimi gli ordini di beni durevoli, deludenti le home pending sales). Bene l’asta italiana di CTZ e BTP indicizzati che non ha tuttavia avuto un effetto di allentamento delle tensioni sul debito italiano. Lo spread btp/bund ha oscillato attorno alla quota di 250 pb.

Italia: FTSE Mib nuovo massimo degli ultimi 18 mesi

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in incremento dello 0,96% a quota 17897. L’indice italiano non sembra trovare ostacoli alla propria corsa che l’ha portato dai minimi di metà novembre al di sotto dei 15 mila punti fino a toccare nella giornata odierna un nuovo massimo degli ultimi 18 mesi a 17929 punti. Sarà proprio il superamento di suddetto riferimento a concedere la forza necessaria al FTSE Mib di estendere il proprio allungo in direzione dell’ambizioso obiettivo situato a 19 mila punti, bottom di fine novembre 2010 e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi del 2011 (target intermedi ipotizzabili a 18165 e 18450). Forti acquisti su Mediolanum che beneficia dell’upgrade deciso da Deutsche Bank (raccomandazione portata da “hold” a “buy”). Molto bene anche A2A. Continuano i forti movimenti su Banca MPS.

Valute: euro/dollaro prova a mettere pressione alla resistenza in area 1,3480

Sul fronte valutario, oscillazioni per il cambio euro/dollaro sceso fino a 1,3420 per poi provare un altro attacco della resistenza in area 1,3480. Servirà proprio il superamento degli ostacoli compresi tra 1,3480 e 1,3486 (picco 2012) per dare continuità al movimento rialzista di medio/breve periodo e creare i presupposti per un allungo in direzione di 1,3550. La moneta unica rimane sempre forte contro il dollaro sulla scia delle diverse strategie monetarie portate avanti dalle rispettive banche centrali piuttosto che da un miglioramento dei fondamentali. Recupera un po’ di terreno lo yen rispetto all’euro e al biglietto verde.

Macro: luci e ombre sulle cifre macro USA

Sul fronte macro, luci e ombre sulle cifre macroeconomiche statunitensi. Ottimo il dato sugli ordini di beni durevoli che hanno mostrato nel mese di dicembre un incremento del 4,6%, ben superiore alle attese del consensus (+1,8%). L’indice core (escluso il settore dei trasporti) ha registrato un rialzo dell’1,3% (consensus +0,7%). Deludenti invece le cifre sulle Home Pending Sales ovvero le vendite di case con contratti in corso (in discesa del 4,3% m/m, ben peggiore delle previsioni +0,3% m/m).

Titoli di Stato: bene asta e spread btp/bund poco mosso a 250 pb

Oggi il Tesoro italiano ha assegnato 6,63 mld di euro in CTZ e BTP indicizzati con rendimenti in calo. Lo spread btp/bund è poco mosso a 250 pb sulla scia dell’aumento in egual misura dei rendimenti del decennale italiano e tedesco. Riteniamo che l’incremento del rendimento del decennale italiano (dal 4,11 al 4,19%) sia legato, in prevalenza, all’incertezza degli investitori sull’esito delle aste dei prossimi giorni. Domani dovrebbero essere collocati 8,5 di BOT a 6 mesi e mercoledi’ 6 mld di BTP a 5/10 anni.

Commodity: poco mossi oro e petrolio

Tra le commodity, poco mosso l’oro con il prezzo spot sceso a 1658 dollari/oncia. Poche variazioni anche per il petrolio, con il Wti a 96,63 dollari/barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist IG