Focus

Poco mossi gli indici statunitensi, il Dow Jones Industrial Average mostra un frazionale calo dello 0,02%, mentre il Nasdaq Composite fa segnare un +0,05% e l’S&P 500 un +0,08%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha archiviato le contrattazioni in flessione dello 0,5%, il Dax di Francoforte dello 0,1% e il Cac 40 di Parigi dello 0,5%. Anche le positive cifre sul comparto immobiliare (indice Home Pending Sales superiore alle previsioni) e il dato sul PIL USA non sono riusciti a dare una significativa direzionalità alle piazze azionarie americane. Continua, infatti, a regnare l’incertezza tra gli operatori, in attesa dell’importante appuntamento del weekend a Jackson Hole. Nella località situata nel Wyoming il governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, potrebbe, infatti, dare fondamentali indicazioni su un prossimo piano d’iniezione di liquidità nel sistema al fine di sostenere un’accelerazione dell’economia del paese a stelle e strisce (il cosiddetto QE3, ovvero il terzo piano di quantitative easing). L’incertezza tra gli addetti ai lavori è inoltre legata alle decisioni della BCE in merito alla crisi debitoria. Rimangono molti dubbi su quali azioni intraprenderà l’istituto di Francoforte e sul timing di tali operazioni (6 settembre quando si terrà il meeting del Consiglio Direttivo della BCE o 12 settembre dopo il voto della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo ESM).

Italia: Piazza Affari in lieve calo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato la seduta in discesa dello 0,33% a 14952 punti. Tra i bancari, forti vendite su Banca Mps (-8%) sulla scia dei deludenti dati semestrali pubblicati ieri sera. In controtendenza, invece, Banco Popolare (+3,5%).

Valute: eur/usd in ribasso ma trend di breve rimane positivo

Tra le valute, in lieve calo l’euro contro il dollaro che si attesta al momento a 1,2535. Il ribasso non è ancora abbastanza significativo per modificare le aspettative di crescita di breve termine. L’eventuale superamento di 1,2590, top del 23 agosto e 38,2% del ritracciamento di Fibonacci della discesa dai picchi di marzo, creerebbe i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,2625, minimo dello scorso gennaio, e 1,2690, massimo di fine giugno. Sopra tali riferimenti via libera verso obiettivi ben più ambiziosi posizionati a 1,2748, livello strategico non solo in ottica di breve periodo. Prime indicazioni negative giungeranno, invece, con il cedimento dei supporti a 1,2465, condizione che potrebbe introdurre a una flessione fino alla trendline rialzista (ora a 1,2390) partita dai bottom di luglio, sostegno dinamico fondamentale per le aspettative di crescita. In lieve rialzo il cambio sterlina/dollaro a 1,584.

Macro: ottimo dato nel settore immobiliare USA

Sul fronte macro, Il Dipartimento del Commercio statunitense ha reso noto di aver rivisto la stima sul PIL USA del secondo trimestre dal +1,5% a/a al +1,7% a/a, in linea con le aspettative degli economisti. Molto bene l’indice Pending Home Sales (contratti ancora in corso di vendita di case) che ha mostrato nel mese di luglio un incremento del 2,4% m/m, ben superiore alle stime degli analisti (+1,0% m/m). Attesa in serata la pubblicazione del Beige Book.

Titoli di Stato:  bene l’asta di bot semestrali in Italia

Sul fronte governativo, bene l’asta di bond in Italia. Il Tesoro italiano ha collocato 9 miliardi di euro in bot a 6 mesi, con il rendimento medio sceso all’1,585% (minimi da marzo) dal 2,454% dell’asta precedente. Il bid to cover ratio e’ salito all’1,69 dall’1,61. In calo le tensioni sul debito italiano. Il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 10 anni e’ sceso a 440 pb dai 449 pb dell’apertura.

Commodity:  forte incertezza sulle quotazioni del greggio

Tra le commodity, poco mosso l’oro scambiato al momento a 1660 dollari/oncia. Forte volatilità per il petrolio (ora a 95,50 dollari al barile) sulla scia delle perplessità degli addetti ai lavori in merito alle conseguenze del ciclone tropicale Isaac, arrivato nelle ultime ore sulle coste della Louisiana. In seduta l’oro nero ha toccato un minimo intraday a 95,15 dollari al barile dopo la pubblicazione delle scorte di greggio, salite inaspettatamente di 3,78 milioni di barili rispetto alla scorsa settimana.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist of IG Markets Italy