Dopo due giorni di chiusura per l’arrivo dell’uragano Sandy, Wall Street ha riaperto le contrattazioni in territorio positivo per poi evidenziare una forte correzione che ha portato gli indici in rosso. Al momento il Dow Jones Industrial Average evidenzia una flessione dello 0,35% e lo S&P500 dello 0,40%. Anche le piazze azionarie europee hanno chiuso negative. Il FTSE100 di Londra ha terminato le negoziazioni in ribasso dell’1,1%, il Dax di Francoforte dello 0,2% e il Cac40 di Parigi dello 0,65%. In Europa sotto ai riflettori vi è la Grecia. Si è concluso con un nulla di fatto il meeting dell’Eurogruppo in teleconferenza in merito alle possibili risoluzioni della crisi debitoria nel paese ellenico. I ministri delle finanze di Eurolandia hanno solamente confermato i progressi fatti dal Governo di Atene che dovrà far ratificare dal suo Parlamento le misure di austerità. La decisione definitiva verrà presa nel vertice dell’Eurogruppo del 12 novembre, quando i commissari della Troika consegneranno il rapporto completo sulla Grecia e si potrà così decidere se sbloccare la tranche di aiuti da 31,5 mld di euro e concedere altri due anni al paese ellenico per raggiungere gli obiettivi di bilancio. Intanto negli States si avvicina l’election day (6 novembre). I due candidati continuano a promuovere i propri programmi soprattutto negli Swing States (ovvero gli stati chiave, Florida, Ohio, Virginia, Colorado, Nevada, Wisconsin) strategici per la vittoria finale. Nonostante una forte crescita di Romney sui sondaggi nazionali, Obama mantiene un lieve vantaggio negli Swing States. Guardando gli altri mercati globali è da segnalare l’esplosione dei CDS sovrani sull’Argentina (strumenti derivati che servono per assicurarsi dal default di un paese) saliti fino a 1850 pb, diventando così lo Stato con la più alta probabilità di fallimento (la Grecia non è quotata). Stimiamo che il Governo di Cristina Fernandez de Kirchner dovrà ricorrere ad aiuti esterni per riuscire a risolvere i problemi sul debito.

Italia: FTSE Mib in lieve progresso

In lieve incremento Piazza Affari. Il FTSE Mib ha archiviato le contrattazioni in progresso dello 0,12% a 15540 punti. Acquisti su Fiat Industrial (+3%) grazie ai positivi risultati di Cnh. Denaro anche su Finmeccanica (+2,80%). Delude, invece, Fiat (-4,3%).

Valute:  eur/usd supera 1,30 e poi arretra

Seduta movimentata per il cambio euro/dollaro salito fino a toccare un massimo intraday a 1,3020 per poi arretrare ben al di sotto della soglia di 1,30. L’eventuale cedimento del supporto a 1,2945 potrebbe aumentare le pressioni ribassiste e proiettare il cross a testare lo strategico livello di breve periodo a 1,2885. Timidi segnali di ripresa giungeranno solamente con una perentoria vittoria delle resistenze a 1,3020, preludio a una probabile ascesa verso gli obiettivi a 1,3084 e 1,3140.

Macro: PMI Chicago di ottobre inferiore alle attese

Sul fronte macro, nel pomeriggio negli States è stato reso noto che l’indice PMI Chicago (attivita’ manifatturiera) nel mese di ottobre ha evidenziato una crescita a 49,9 punti dai 49,7 punti del mese precedente. Il consensus era per un valore dell’indice pari a 51,0 punti.

Titoli di Stato: spread btp/bund in lieve calo

Sul fronte governativo, in lieve calo il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 349 pb dai 351 pb dell’apertura.

Commodity: in rialzo oro e petrolio

Tra le commodity, recupera un po’ di terreno l’oro che sale fino a 1725 dollari l’oncia. Bene anche il petrolio. Il cfd sul light crude evidenzia una crescita dello 0,85% a 86,40 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist