Focus

Si preannuncia l’ennesima seduta in calo per gli indici statunitensi in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,87%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,7% e l’S&P 500 un -1%. In Europa il Ftse 100 di Londra arretra dell’1,22%, mentre il Dax di Francoforte segna un -0,4% e il Cac di Parigi un -0,76%. Il sentiment degli investitori risente dei timori sulla tenuta dell’area euro, in scia anche alla notizia secondo cui il prestito da 5,2 miliardi di euro ad Atene dalla Ue previsto per domani potrebbe essere ritardato. Intanto incrementano le voci che vedrebbero la Grecia fuori dalla moneta unica, ipotesi questa che suona di suicidio per un Paese che non potrebbe contare più su aiuti internazionali e con un’economia costretta a ripartire da zero. Questa mattina sono tornati a galla anche i timori sulla tenuta del sistema bancario europeo. Moody’s ha fatto sapere di aver messo sotto osservazione il rating di oltre 100 banche europee. Un eventuale declassamento potrebbe peggiorare le condizioni di funding delle stesse banche, che si ripercuoterebbe direttamente sui prestiti. Male soprattutto le banche spagnole, che arrivano a perdere oltre 5 punti percentuali. Il premier Rajoy ha fatto sapere che il governo è pronto a garantire il pieno sostegno per il sistema bancario nazionale qualora la situazione lo richieda. Sui mercati intanto la volatilità impazza e questo segnala come il mood sia particolarmente fragile. Ci attendiamo che questa fase prosegua fintantoché non si hanno notizie certe sulla Grecia.

Italia: Ftse Mib recupera parzialmente perdite dopo test 13.600 pt

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,18% a 13.771 punti, dopo il test del supporto a 13.600 punti intraday. Tonfo dei bancari, con Monte dei Paschi di Siena che ha terminato a -6,94% dopo la notizia delle perquisizioni della Guardia di Finanzia nella banca di piazza Salimbeni. Precipita anche Mediaset (-11,36%) dopo la trimestrale sotto le attese di ieri. Hanno inciso sia il pesante calo degli utili che la revisione delle stime per il 2012. Puntuali le bocciature di Bofa-Merrill Lynch, Equita e Natixis. Deciso rialzo per Piaggio (+4,8%) i conti. Bene anche Lottomatica (+5,4%) dopo che il Financial Times ha pubblicato un articolo sul comparto dei giochi in Italia e nel mondo.

Valute: euro/dollaro, sempre più diretto a 1,26

Tra le valute, amplia il deprezzamento l’euro contro il dollaro in scia con il peggioramento delle borse e ai nuovi timori sull’area euro. La rottura dei minimi a 1,2955 ha aperto lo spazio all’area successiva 1,2870-1,2860. Continuiamo a vedere una prosecuzione della debolezza, vista anche la mancanza di dati macro rilevanti che potrebbero fornire sostegno all’euro. Nel breve periodo riteniamo che il principale obiettivo ribassista del cross rimanga 1,2625 (minimi del 2012). Riprende a deprezzarsi il biglietto verde contro lo yen dopo un inizio di settimana piatto. Dal punto di vista grafico, il cross ha rotto temporaneamente il supporto a 79,60, aggiornando un nuovo minimo dal 20 febbraio. Sembra configurarsi un testa-spalle con la testa sui massimi del 15 marzo e la neck line passante per i minimi del 6 marzo e dell’11 aprile, che aprirebbero a un deprezzamento verso i minimi a 77,00.

Macro: Germania, surplus guidato da rallentamento import

Sul fronte macro, questa mattina la bilancia commerciale tedesca di marzo ha mostrato un surplus in crescita a 17,4 miliardi di euro dai 14,9 di febbraio. Sul dato ha inciso un maggiore rallentamento delle importazioni (+1,2% da +3,6%) rispetto alle esportazioni (+0,9% da +1,5%). Nel pomeriggio non sono attesi i dati rilevanti in Usa e questo potrebbe penalizzare le borse.

Titoli di Stato: asta Bund non segnala fly to quality

Sul fronte governativo, questa mattina il Tesoro tedesco ha emesso Bund a 5 anni per poco più di 4 miliardi di euro al rendimento medio di 0,56% (0,8% nell’asta di aprile). In calo anche il bid-to-cover, a 1,4 da 1,8. I risultati dell’asta sono stati molto importanti. Riteniamo che, se da un lato i rendimenti confermano che la Germania è più sicura di qualsiasi altro Paese dell’area euro, dall’altro, la domanda in calo evidenzia che non si tratta di una vera e propria fuga verso safe asset (fly to quality). Molti operatori preferiscono rimanere liquidi sul mercato e attendere che passi la bufera.

Commodity: petrolio, presente eccesso di offerta globale

Tra le commodity, aggiorna i minimi da inizio anno l’oro, con il prezzo spot a 1.580 dollari/oncia. Altra seduta in pesante calo per il petrolio con il Wti che torna a testare il supporto a 95,00 dollari/barile. L’oro nero non sta facendo altro che proseguire il proprio percorso di allineamento con i fondamentali e la situazione congiunturale mondiale. Oggi il Dipartimento dell’Energia (DoE) statunitense ha reso noto che le scorte di greggio la scorsa settimana sono salite di 3,7 milioni di barili, raggiungendo quota 379,5 milioni di unità. Si tratta del valore massimo dal 1990. Pesano anche le dichiarazioni del ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, Ali al-Naimi, il quale ha affermato che esiste un eccesso di offerta di petrolio.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy