Focus

Rimbalzano gli indici statunitensi dopo il tonfo di ieri. Il Dow Jones Industrial Average guadagna lo 0,30%, l’S&P500 lo 0,05% e il Nasdaq Composite lo 0,15%. In verde anche i listini europei con il FTSE 100 di Londra che ha evidenziato una crescita dello 0,2%, il Dax di Francoforte dello 0,3% e il Cac di Parigi dello 0,5%. In Europa le Borse sono state sostenute dalle indiscrezioni rilasciate dal ministro delle finanze greco su un accordo tra Grecia e Troika (BCE-FMI-UE) sulla concessione di altri due anni al Governo di Atene per raggiungere gli obiettivi di risanamento dei conti e su un’intesa in merito alle misure di austerità da implementare per un ammontare pari a 13,5 mld di euro, necessarie per sbloccare l’ennesima tranche di aiuti da parte della Troika. L’esecutivo tedesco ha però smentito che un accordo sia già stato raggiunto. Intanto, il governatore dell’istituto di Francoforte, Mario Draghi a Berlino al Parlamento tedesco ha ribadito che le OMT non produrranno inflazione e non modificheranno la reputazione della BCE sui mercati. In serata si attendono le decisioni della commissione operativa della Federal Reserve, il Fomc. Riteniamo che i membri del Board confermeranno, come ampiamente atteso, i tassi invariati nella forchetta 0-0,25% e non modificheranno le strategie di politica monetaria in attesa delle prossime elezioni presidenziali del 6 novembre. Segnaliamo che anche in caso di una rielezione di Obama, il candidato democratico dovrà trovarsi un nuovo segretario al Tesoro poiché Geithner ha già fatto sapere di non essere interessato ad un altro mandato. Per il trono della FED invece ci sarà piu’ tempo visto che il mandato di Bernanke finisce nel gennaio 2014. Sempre negli States bisogna tenere conto del forte progresso di Facebook (+22%) dopo l’annuncio ieri notte di ottimi conti trimestrali.

Italia: FTSE Mib in crescita dello 0,82%

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,82% a 15706 punti. Bene Saipem (+2,30%) dopo i conti.

Valute: euro/dollaro scende fino a 1,2920 poi rimbalza fino a 1,2960

Tra le valute, recupera terreno l’euro/dollaro dopo la pesante caduta registrata in mattinata legata al deludente indice IFO pubblicato in Germania. E’ stato reso noto, infatti, che l’indice che misura il clima di fiducia delle imprese tedesche ha evidenziato nel mese di ottobre un calo per il sesto mese consecutivo scendendo a 100 dai 101,4 registrati nel mese precedente (consensus 101,5). Dal punto di vista tecnico il rimbalzo evidenziato dai bottom intraday a 1,2920 sembra al momento causato dalla condizione di ipervenduto in cui si erano venuti a ritrovare i principali oscillatori di breve periodo. Segnali concreti di ripresa arriveranno solamente al di sopra di 1,30, preludio a un possibile allungo in direzione di 1,3084. L’eventuale cedimento dei minimi a 1,2920 creerebbe, invece, i presupposti per una estensione della flessione fino sui supporti posizionati a 1,2895/90, minimo del 15 ottobre e area dove transitano al momento la media mobile a 50 giorni e la trendline rialzista partita dai bottom di fine luglio. Sotto tale riferimento la caduta potrebbe essere ancora piu’ rovinosa e testare i sostegni a 1,28, bottom del mese in corso, e 1,2770, zona di passaggio della media mobile a 200 sedute, ultimi appigli utili per le prospettive grafiche rialziste di medio periodo.

Macro: vendite di nuove case USA lievemente superiori alle attese

Sul fronte macro, positivo il dato macro sul settore immobiliare statunitense. Il Dipartimento del Commercio ha evidenziato che le vendite di nuove case sono salite nel mese di settembre del 5,7% a 389 mila unità (consensus 385 mila unità).

Titoli di Stato: spread btp/bund in lieve calo

Sul fronte governativo il differenziale di rendimento tra il btp decennale e il bund tedesco a 10 anni è sceso a 326 pb dai 329 pb dell’apertura. Riteniamo che la discesa dello spread sia legato in prevalenza alla diminuzione delle tensioni degli investitori sulla situazione della Grecia dopo le indiscrezioni sul possibile accordo tra Troika e Governo di Atene.

Commodity: oro vicino ai bottom delle ultime sette settimane

Tra le commodity, ancora seduta negativa per l’oro vicino ai bottom delle ultime sette settimane a 1704 dollari l’oncia. In forte calo il petrolio. Il cfd sul light crude si è attestato a 85,75 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist