Focus

Proseguono in calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia alla forte contrazione degli indici europei. Il Dow Jones Industrial Average perde lo 0,8%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,4% e l’S&P 500 un -0,77%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,77%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -2,16% e il Cac di Parigi a -2,7%. Il mercato ha pagato la mancanza di incisività della Bce. Draghi si è limitato a preannunciare una possibile riattivazione del programma di acquisto asset sul mercato secondario. Questo è bastato per far scattare la delusione tra gli operatori che si attendevano ulteriori misure straordinarie e quelli che invece hanno semplicemente voluto prendere profitto attraverso il tipico sell on news dopo il recente rally. Due sono però gli elementi che gettano maggiori timori nel breve. In primo luogo, le pressioni della Bundesbank hanno avuto la meglio nel Consiglio direttivo (“unanimità fatta eccezione per una riserva”). In secondo luogo e non meno importante, la credibilità del mercato nel governatore potrebbe aver subìto un duro colpo dopo le dichiarazioni della scorsa settimana. Come previsto, le aspettative del mercato erano un po’ troppo ottimistiche ed era facilmente prevedibile questo sell off.

Italia: Ftse Mib, mancata tenuta 13.500 è brutto segnale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo del 4,6% a 13.280 punti. Bruttissima seduta a Milano. L’indice non è riuscito a tenere il supporto a 13.500 punti e questo apre a un test di 13.000 punti. Precipitano i bancari, con Intesa SanPaolo, Mediobanca e Ubi che hanno terminato a oltre -9%. Cali superiori al 6% per gli altri bancari. Resistono in verde solo Ferragamo (+0,9%) e Tenaris (+0,2%).

Valute: Eur/usd, domani verso attacco a 1,20

Tra le valute, forte volatilità per l’euro/dollaro questo pomeriggio in scia al discorso di Draghi. Il cross dopo un veloce test a 1,24 ha iniziato a ritracciare appena terminata la lettura dello statement crollando sino a 1,22, dove ha temporeggiato per un’ora prima di allungare a 1,2140. Domani sarà un’altra seduta al cardipalma per il cross in vista dei dati macro Usa. Se dovessero risultare in linea o poco al di sopra delle previsioni la corsa del biglietto verde potrebbe proseguire verso 1,20. Male anche l’euro/yen, diretto verso 94,00, e il cable.

Macro: Fed monitorerà non farm payrolls

Sul fronte macro, in Usa le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite a 365.000 unità dal 357.000 (370.000 le attese). Il dato, letto congiuntamente con quello di ieri sulle stime Adp, migliora le previsioni per domani, quando saranno resi noti i dati sui non farm payrolls di luglio (+100.000 unità il consenso). Il dato sarà importante per la Fed che scrutinerà i dati macro delle prossime settimane per decidere se intervenire o meno nel meeting di settembre.

Titoli di Stato: spread a 500 pb

Sul fronte governativo, questa mattina il Tesoro spagnolo ha collocato Bonos per oltre 3 miliardi di euro. In deciso rialzo i rendimenti su tutte le scadenze, mentre ha deluso la domanda sul decennale. Lo spread tra il Btp e il Bund è schizzato poco sotto i 510 punti base dopo la conferenza stampa di Draghi, dopo i minimi a 445 pb di questa mattina.

Commodity: apprezzamento dollaro penalizza comparto

Tra le commodity, si stabilizza intorno a 1.595 dollari/oncia l’oro dopo il tonfo in scia alle parole di Draghi. La mancanza di incisività nella politiica monetaria riduce la possibilità di tensioni sui livelli dei prezzi e gli operatori vendono il prezioso. Recupera dai minimi di seduta il petrolio, con il Wti che si colloca a 88,10 dollari/barile dopo aver creato un doppio minimo poco sotto 87 dollari questo pomeriggio. In generale il comparto subisce le pressioni ribassiste derivanti dall’apprezzamento del biglietto verde.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy