Focus

Proseguono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con le borse europee. Il Dow Jones Industrial Average sale dell’1,3%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,1% e l’S&P 500 un +1,3%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +1,3%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +2,3% e il Cac di Parigi a +4%. Senza dubbio market mover della seduta sono state le dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, il quale ha fatto sapere che l’Istituto centrale farà di tutto per sostenere la moneta unica con ogni mezzo. Colpisce, a nostro avviso, la variazione del linguaggio utilizzato da Draghi che sino ad ora aveva fermamente ribadito come l’obiettivo primario della Bce rimanga la stabilità dei prezzi. Dato che la credibilità rappresenta un elemento distintivo di un governatore centrale, ci aspettiamo che Draghi manterrà fede alle promesse e interverrà il prossimo giovedì con un acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario. Rimane comunque ferma l’idea di un ulteriore taglio dei tassi che potrebbe esserci entro l’autunno.

Italia: Ftse Mib recupera 13.100 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a +5,6% a 13.210 punti, sui massimi di seduta. Rialzi generalizzati sul principale listino italiano. I bancari hanno registrato rialzi superiori al 7% per i principali bancari, con Intesa SanPaolo e Unicredit che hanno segnato  +8,2%. Recupera anche Mediaset (+10%). Bene anche Ansaldo Sts.

Valute: eur/usd, pull back fino a 1,2230

Tra le valute, oscilla intorno all’1,23 l’euro/usd questo pomeriggio dopo il rialzo di 200 punti base della mattinata che lo ha condotto sino all’area di resistenza a 1,2330. Ci sarà un temporaneo pull back che dovrebbe trovare comunque supporto a 1,2230. Forte accelerazione per il cable in scia con il movimento dell’euro/usd. Rimane al palo invece il cambio usd/jpy, che non riesce ad abbandonare l’area critica di 78,20 dopo i dati Usa.

Macro: Usa, occhi puntati sul Pil

Sul fronte macro, andamento contrastato per i dati macro Usa di oggi. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione la scorsa settimana sono scese di 35.000 unità, a 353.000 unità. Positivo anche il dato sugli ordini di beni durevoli a giugno (+1,6%), anche se questo valore è mascherato dalla buona performance del comparto dei trasporti. Infatti il dato che esclude questa voce ha segnato un calo dell’1,1% su base mensile. Delude ancora il comparto immobiliare, con l’indice sulla vendita di abitazioni in corso sceso a giugno a 99,3 punti dai 100,7 di maggio. Domani l’attenzione degli operatori sarà rivolta ai dati sull’inflazione tedesca di luglio e sul Pil Usa del 2° trimestre che dovrebbe dare un’indicazione precisa del rallentamento dell’economia oltreoceano.

Titoli di Stato: Italia, vero test sarà Btp di lunedì

Sul fronte governativo, asta tutto sommato positiva quella dei Ctz di questa mattina. I rendimenti sono saliti lievemente, rimanendo comunque al di sotto del 5%. Buona anche la domanda pari a 1,78 volte l’offerta. Domani andranno in asta Bot per 8,5 miliardi di euro. Non ci dovrebbero essere problemi particolari. Ben più importanti saranno le aste della prossima settimana, quando il Tesoro tenterà di collocare Btp fino a 5,5 miliardi di euro a medio e lungo termine.

Commodity: positivo comparto in scia mercati

Tra le commodity, prosegue al rialzo l’oro, con il prezzo spot a 1.616 dollari/oncia. Recupera terreno anche il petrolio in scia con l’andamento positivo dei mercati. Il Wti sta riducendo i guadagni, a 89,35, dopo essersi spinto sino a 90,50 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy