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Proseguono in frazionale calo gli indici statunitensi dopo il brutto dato sulla fiducia dei consumatori. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,05%, mentre il Nasdaq Composite segna un -0,5% e l’S&P500 un -0,3%. Contrastate le piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,45%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,35% e il Cac di Parigi un -0,1%. Nonostante i conti migliori delle attese di Morgan Stanley (+7,8%), gli operatori non sembrano convinti che questo rally possa durare ancora a lungo. In vista del week end lungo per via della festività del Martin Luther King Day lunedì gli investitori ne approfittano per portare i guadagni a casa. Ormai è da qualche settimana che ci sono segnali di indebolimento della propensione al rischio e se ancora non si è giunti a una forte correzione è probabilmente dovuto alle trimestrali positive Usa.

Italia: Mediaset ancora in rally

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un calo dello 0,19%, a quota 17.555 punti. Ancora in gran spolvero Mediaset (5,45%) in scia con l’intero comparto editoriale. In ottica previsionale il miglioramento del quadro prospettico apre a un ritorno degli investimenti sul settore della pubblicità nell’ultimo trimestre dell’anno. Per ora il forte rialzo è imputabile all’eccessivo deprezzamento che i titoli hanno subìto nell’ultima parte del 2012.

Valute: Eur/Usd doppio massimo a 1,34 è segnale precursore

Sul fronte valutario, brutto segnale sull’euro/dollaro che non è riuscito a sfondare l’1,34 questa mattina e da qui sono partiti una serie di ordini di vendita che l’hanno condotto ora a 1,3280, dove transita anche la media mobile a 200 ore. Un supporto rilevante transita per 1,3250, la cui perforazione apre a discese verso 1,3140. Il doppio massimo a 1,34 potrebbe essere un segnale di preavviso per una correzione nelle prossime settimane. Ancora forti vendite sul franco svizzero vs euro, con il cambio eur/chf salito a 1,2570 per poi retrocedere a 1,24 in scia alle voci che vedrebbero la Swiss National Bank rivedere il peg a 1,25 dall’1,20 fissato a settembre 2011.

Macro: fiducia consumatori Usa peggiora ancora

Sul fronte macro, dopo i buoni dati cinesi della notte sulla crescita e sulle vendite al dettaglio, oggi pomeriggio le attenzioni degli operatori si sono concentrati sulla fiducia dei consumatori preliminare di gennaio in Usa. Il dato si è attestato a 71,3 punti dai 72,9 di dicembre (75 il consenso). Si tratta del valore più basso da dicembre. La sensazione è che i consumatori continuano a vedere il tema del tetto del debito come una ferita sempre aperta che fatica a rimarginarsi. Ci riserviamo di aspettare i dati sulle vendite al dettaglio dei prossimi mesi per capire effettivamente il grado di incertezza che esiste sull’economia a stelle e strisce.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund, rimangono rischi per tornare sopra 300 pb

Sul fronte governativo, lieve allargamento dello spread Btp-Bund a 265 punti base in una seduta che non ha visto emissioni di titoli. L’ottava si chiude quindi con lo spread che rimane sopra i minimi delle ultime settimane. Continuiamo a vedere come target ancora raggiungibile quello tra i 300-320 pb in scia alle tensioni che dovrebbero tornare nell’area euro durante la primavera.

Commodity: oro e petrolio in calo su ritorno dollaro Usa

Tra le commodity, perdono terreno sia l’oro che il petrolio in scia con il ritorno degli investitori sul biglietto verde. Il prezzo spot sull’oro è tornato sui livelli di ieri dopo essersi spinto sino a 1.696 dollari/oncia, mentre il Wti è sceso ora sotto i 95 dollari/barile.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG