Le vendite tornano protagoniste sui listini europei in scia alle chiusure negative di Wall Street e Tokyo e ai rinnovati timori sui fronti caldi della zona euro, Spagna e Grecia. Sulla piazza giapponese l’indice Nikkei ha perso il 2% scendendo sotto quota 9.000 punti per via delle tensioni con la Cina come dimostrato dalla decisione dei principali gruppi auto di ridurre la loro capacità produttiva negli stabilimenti cinesi. Questo, complice lo stacco cedola di molte società quotate, ha fatto sbandare il paniere guida di Tokyo.

Spostando lo sguardo sull’Eurozona l’ultimo dato arrivato da Madrid non ha smorzato le tensioni: ad agosto il rapporto tra il deficit e Pil si è attestato al 4,77%, un valore superiore rispetto al target governativo fissato al 4,5%. Il premier iberico, Mariano Rajoy, in un’intervista al Wall Street Journal ha fatto sapere che la Spagna è pronta a chiedere aiuto qualora i costi per rifinanziarsi sul mercato resteranno troppo alti.

A pesare anche il taglio da parte di Standard & Poor’s sulle prospettive di crescita della zona euro: in particolare, gli analisti prevedono ora per il 2012 una contrazione del Pil europeo pari allo 0,8% dal -0,7% stimato in precedenza, mentre per il 2013 prevede una crescita invariata rispetto al precedente +0,3%. In Italia e Spagna, a detta di S&P la recessione peggiorerà. Secondo gli esperti, il Pil di Madrid mostrerà una flessione dell’1,4% rispetto al -0,6% stimato in precedenza.

Da Madrid ad Atene, dove oggi è previsto un nuovo sciopero generale per protestare conto i tagli decisi dal governo. Tagli necessari per poter ricevere la nuova tranche di aiuti targata Ue-Fmi-Bce. Nel fine settimana, il Der Spiegel ha rivelato che la Troika avrebbe scoperto ad Atene un buco nei conti pubblici pari a 20 miliardi di euro, il doppio rispetto a quello previsto.

Notizie che hanno oscurato l’ottimismo profuso ieri da Mario Draghi. Invitato alla giornata della Confindustria tedesca, il presidente della Bce ha dichiarato di aspettarsi un miglioramento dell’economia europea durante il prossimo anno. Il numero uno dell’Eurotower ha affermato che senza le riforme la Banca centrale non adotterà nessuna misura.

Le Borse europee viaggiano tutte in territorio negativo: a Parigi il Cac 40 cede l’1,70%, a Francoforte il Dax arretra dell’1,40%, a Londra il Ftse 100 perde lo 0,80%, a Madrid l’Ibex 35 lascia sul parterre oltre punti percentuali. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib cede circa il 2% in area 15.600 punti affossato dalla performance negativa del comparto bancario: Banco Popolare cede il 4,30% a 1,223 euro, Ubi Banca il 3,30% a 3,044 euro, Popolare di Milano il 3,30% a 0,436 euro, Monte dei Paschi il 3% a 0,234 euro, Unicredit il 2,70% a 3,404, Intesa SanPaolo il 2,80% a 1,245 euro. In salita lo spread Btp-Bund che si attesta a 370 punti base con il rendimento del bond decennale italiano pari al 5,20%.