Focus

Procedono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia ai dati contrastanti e le notizie provenienti dalla Grecia. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,23%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,6% e l’S&P 500 un -0,1%. In Europa ennesima chiusura in rosso per i principali indici, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -0,63%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato a –0,91% e il Cac di Parigi a -0,61%. Altra seduta di passione per i listini europei dopo il pesante sell off di ieri. I mercati erano impostati per un rimbalzo tecnico dopo le voci di un governo tecnico in Grecia, ma la notizia del ritorno alle urne ha dato il via alle vendite. Questo dimostra come gli investitori continuino a vedere la Grecia come una minaccia per l’intera area. Ci aspettiamo che l’incertezza continui nelle prossime settimane. Se le cose rimanessero immutate, un ritorno al voto non risolverebbe il problema. Anzi ci aspettiamo una maggiore incertezza nello scenario politico nazionale con un’ulteriore disgregazione dei consensi. Si apre sempre di più la strada di un’uscita del Paese dall’area euro. Le reazioni sul nostro Paese sono ingiustificate visti gli sforzi fatti dal governo sul tema fiscale. Intanto Facebook si avvia verso l’esordio in borsa, previsto per il 18 maggio prossimo. La società ha rivisto al rialzo il range di prezzo a 34-38 dollari dai 28-35 precedenti.

Italia: Ftse Mib, rottura 13.600 apre a 13.100 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 2,56% a 13.311 punti, che apre la strada al prossimo supporto a 13.100 punti. Tonfo dei bancari che perdono tutti oltre il 5%. Guida i ribassi Monte dei Paschi di Siena (-7,4%). Calo relativamente contenuto per Fiat (-2%). Non trova pace Geox, che continua ad aggiornare minimi storici, chiudendo a 1,77 euro (-5,13%). Tiene Telecom (-1,9%).

Valute: euro/dollaro amplia perdite dopo ritorno urne Grecia

Tra le valute, accelera al ribasso l’euro/dollaro dopo la notizia sul mancato accordo in Grecia per la formazione di un governo tecnico. Dal punto di vista grafico, il cross ha accelerato al ribasso, rompendo l’1,28 e trovando un supporto temporaneo a 1,2750. Tra gli oscillatori, l’Rsi è tornato nuovamente sulla soglia dell’ipervenduto nel grafico orario e questo potrebbe indurre a pensare in un lieve rimbalzo con resistenza a 1,28. Nel breve continuiamo a vedere il cross in prossimità dei minimi 2012 a 1,2625. Lieve rialzo per il dollaro statunitense contro lo yen questo pomeriggio nonostante i dati macro contrastanti provenienti dagli Usa. Dal punto di vista grafico il cross si è portato sopra 80,00, con l’Rsi che si sta avvicinando alla soglia dell’ipercomprato. Sul grafico giornaliero la media mobile a breve sta incrociando sotto la media mobile a più lungo termine facendo scattare un segnale ribassista.

Macro: rallentano consumi e inflazione, spazio al QE per la Fed

Sul fronte macro, sale oltre le attese l’indice manifatturiero della Fed di New York a maggio, a 17,09 punti dai 6,56 del mese precedente. Bene anche l’indice del mercato immobiliare Nahb, che a maggio ha mostrato un rialzo a 29 punti dai 25 di aprile. Rallentano invece i consumi ad aprile, con le vendite al dettaglio salite di un modesto 0,1% su base mensile dal +0,8% di marzo. Medesima variazione per il dato che esclude la componente auto. All’interno abbiamo assistito a una forte contrazione per i materiali edili che non allontanano le prospettive di ripresa del settore. Ultimo, ma non meno importante è il dato sull’inflazione, con il dato tendenziale che è rallentato al 2,3% dal 2,7% di marzo. Ci aspettiamo che se l’inflazione dovesse rallentare sotto al 2% e il mercato del lavoro mostrare segnali di raffreddamento, la Federal Reserve possa decidere durante l’estate di immettere nuova liquidità sui mercati. Questo potrebbe pesare sul biglietto verde nel breve termine.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund a 440 pb. Attenzioni su aste spagnole di giovedì

Sul fronte governativo, forte allargamento dello spread tra il Btp e il Bund questo pomeriggio a seguito delle notizie provenienti dalla Grecia. Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco ha toccato i 440 punti base per poi restringersi a 429 in chiusura. Il driver delle prossime sedute saranno le emissioni spagnole di giovedì, quando saranno emessi titoli 2015 e 2016 fino a un massimo di 2,6 miliardi di euro. Domani andranno in asta titoli a medio-lungo termine francesi dove non sono attese sorprese.

Commodity: dato Empire State Manufacturing fornisce lieve spunto al petrolio

Tra le commodity, prosegue poco sopra i minimi di seduta l’oro (1.553 dollari/oncia) in scia con il rafforzamento del dollaro. Continuiamo a mantenere una view ribassista sul metallo prezioso che potrebbe spingerlo sino a 1.525 dollari nel corso delle prossime settimane. Rimbalza sopra i 94 dollari/barile il petrolio che si spinge ora a 94,80 in scia al buon dato sull’attività manifatturiera della Fed di New York.
Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy