Focus

Procedono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con i dati poco brillanti sull’economia Usa. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,05%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,26% e l’S&P 500 un +0,3%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +1,84%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto segnare un +0,51% e il Cac di Parigi un +1,16%. Seduta anomala quella odierna, con i dati macro particolarmente deludenti che il mercato sembra aver trascurato. La sensazione è che ormai sia la volatilità a guidare i listini che, dopo il tonfo di ieri, hanno tentato un parziale recupero. Dovremmo abituarci a questi movimenti visti i continui rinvii da parte dei leader europei ad affrontare i problemi legati alla crescita, al sistema bancario spagnolo e alla Grecia. Ci aspettiamo che dal punto di vista macro lo scenario europeo rimanga preoccupante e il peggio non sia ancora alle spalle. La Grecia rimane una questione non risolta e le probabilità che il Paese sia avviato all’uscita dall’area euro diventano sempre più concrete. Questo scenario potrebbe essere stravolto solo da eventi particolarmente importanti come un intervento della Bce con un taglio dei tassi di interesse al di sotto del minimo storico.

Italia: Fiat, investitori apprezzano collaborazione con Mazda

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell’1,13% a 13.108 punti. Contrastati i bancari, con Banca Popolare di Milano che ha chiuso in calo del 2%, mentre Monte dei Paschi ha registrato un +0,85%. Ottimo spunto per Fiat (+4,4%), dopo le newsflow sull’accordo con Mazda per la produzione di una nuova autovettura. Recupera Enel (+2,3%). Tra gli energetici, Saras sale del 5,6%, mentre Eni segna un +2,5% dopo le voci della scoperta di un nuovo giacimento di petrolio in Egitto.

Valute: euro/dollaro, recupero nel finale dopo test 1,2520

Tra le valute, recupera nel finale in Europa l’euro/dollaro in scia con la chiusura delle borse del Vecchio continente. Riteniamo che si tratti in realtà di un semplice movimento tecnico dopo i recenti cali e che presto il cross tornerà a perdere quota. Dal punto di vista tecnico, il cross ha aggiornato i nuovi minimi da luglio 2010 a 1,2516, per poi recuperare 1,26. Mancano all’orizzonte potenziali market mover che potrebbero far apprezzare la moneta unica e troppi sono invece i fattori ribassisti. Al ribasso l’1,2500 si configura come livello chiave che il cross dovrebbe tenere prima di tentare una rottura che porterebbe al target di 1,2160. Prosegue debole il cambio tra il dollaro statunitense e lo yen questo pomeriggio dopo i dati Usa non particolarmente brillanti. L’avversione al rischio continua a mantenere sostenuto lo yen, nonostante le continue pressioni del governo nipponico a far deprezzare la valuta giapponese. Dal punto di vista grafico, il supporto odierno passa per 79,20-79,00, mentre la resistenza rimane a 80,15.

Macro: mercato lavoro Usa continuerà a rallentare a maggio

Sul fronte macro, gli ordini di beni durevoli ad aprile in Usa sono saliti dello 0,2% su base mensile (+0,5% atteso). In calo la componente che esclude il settore dei trasporti (-0,6%), a sottolineare che il dato generale è sostenuto dal comparto auto. I dati deludenti degli ordini incideranno sulla produzione industriale dei prossimi mesi e quindi sul Pil del 2° trimestre. La nostra sensazione è che l’economia Usa sembra essere trainata solo dal comparto auto e non da una crescita generalizzata dei vari settori. Male anche le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, scese di 2.000 unità a 370.000 (rivisto il dato precedente). Nel corso del mese di maggio non abbiamo assistito a sostanziali variazioni sul fronte disoccupazione e se anche le stime Adp dovessero risultare deboli è probabile che i dati sul mercato del lavoro di maggio saranno inferiori a quelli rilasciati ad aprile.

Titoli di Stato: attese conferme su aste T-note 7 anni

Sul fronte governativo, attesa per le aste di questa sera sul T-note a 7 anni in Usa dopo la brillante performance sul comparto a 5 anni di ieri. Dal mercato dei govies continuano ad arrivare segnali di avversione al rischio, con i rendimenti ai nuovi minimi. Ci aspettiamo che le tensioni intorno alla Grecia e all’area euro in generale possano portare a nuovi minimi per i Paese più virtuosi (Germania e Usa in primis).

Commodity: recuperano dopo recenti cali

Tra le commodity, lieve recupero per l’oro, con il prezzo spot che sale a 1.570 dollari/oncia. Rimbalza anche il petrolio, con il Wti che sale a 91 dollari/barile, dopo aver toccato un minimo da novembre a 89,30 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy