Focus

Procedono in deciso calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average perde l’1,1%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -1,15% e l’S&P 500 un -1,2%. Seduta forte calo anche in Europa, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -1,68%, mentre il Dax di Francoforte ha segnato un -1,74% e il Cac di Parigi a -2,24%. Il sentiment del mercato, fortemente depresso a inizio seduta, è stato risollevato dopo che l’Unione europea ha fatto sapere di essere favorevole all’utilizzo dei fondi dell’Esm per la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà. Non si è fatta attendere la risposta della Germania, con il portavoce del governo che ha fatto sapere di essere contrario a tale situazione. Intanto la Bce ha negato di aver espresso il proprio dissenso sulle modalità di ricapitalizzazione di Bankia da parte di Madrid. Sulla Spagna continuiamo a vedere la situazione gestibile dal solo governo nazionale almeno fino a quando non siano coinvolti gli istituti maggiori. Lieve ritorno delle tensioni in Grecia, dopo che l’ultimo sondaggio vede la predominanza del partito Syriza con il 30% dei consensi. Domani sarà un’altra seduta volatile, con il referendum in Irlanda sul fiscal compact e con importanti dati macro in Europa e in Usa. Non dovrebbero esserci sorprese negative dalle urne irlandesi, mentre i dati della prima economia mondiale potrebbero risultare al di sotto delle attese.

Italia: Ftse Mib in linea con borse europee

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,8% a 12.871 punti. Ormai i 12.700 punti sono vicini. È probabile che ci possa essere una rottura di questo livello già entro questa settimana. Contrastati i bancari, con Banco Popolare che sale dell’1,17%, mentre Banca Popolare di Milano ha ceduto il 4,9%. Male anche Fiat (-5,12%), mentre Fiat Industrial ha terminato a +0,95%.

Valute: euro/dollaro sotto 1,24

Tra le valute, precipita ancora l’euro/dollaro questo pomeriggio in una seduta caratterizzata dalla volatilità sulle borse. Dal punto di vista tecnico, il cross sta testando l’1,2395, minimo da luglio 2010. La marcia verso 1,20 sembra ormai essere segnata. Deciso deprezzamento per il cambio tra il biglietto verde e lo yen in scia con l’avversione al rischio presente sui mercati. Dal punto di vista grafico il cross usd/yen oscilla intorno a 79,00, dopo aver rotto temporaneamente questo supporto spingendosi sino in area 78,90 nuovo minimo dal 17 febbraio scorso. Se il cross non dovesse riuscire a tenere questo livello, si apre lo spazio per una ulteriore correzione sino in area 78,30. Al rialzo il primo livello da rompere per escludere uno scenario di calo passa a 79,50.

Macro: mercato lavoro e Pil Usa focus del mercato

Sul fronte macro, ennesima delusione dai dati macro di questo pomeriggio in Usa. L’indice sulla vendita di nuove abitazioni in corso ad aprile ha mostrato un calo del 5,5% m/m dopo il +3,8% di marzo (dato rivisto). Male soprattutto i dati relativi della parte sud del Paese. Domani sono attesi altri dati macro rilevanti come la seconda lettura del Pil, le stime sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia, le richieste di sussidi di disoccupazione e l’indice Pmi di Chicago. I dati delle ultime sedute potrebbero essere solo un preambolo a quelli negativi che potrebbero essere rilasciati domani e venerdì.

Titoli di Stato: brutti segnali dalle curve dei tassi

Sul fronte governativo, brutta asta quella odierna del Tesoro italiano. La domanda è risultata particolarmente debole, con un collocamento che è risultato inferiore al massimo previsto e con i rendimenti sul titolo a 5 anni salito al 5,66%. Riteniamo che il mercato sia arrivato all’appuntamento odierno abbastanza “ingolfato”, viste le aste sui Ctz e sui Bot delle prime due sedute della settimana. Non bisogna sottovalutare il segnale arrivato sui rendimenti. La curva dei tassi di interesse continua ad appiattirsi e la riduzione dello steepening non è sicuramente un fattore positivo. A conferma di ciò segnaliamo i nuovi minimi storici dei rendimenti dei titoli decennali tedeschi e statunitensi, rispettivamente a 1,30% e a 1,67% nel pomeriggio. Lo spread tra il 2-10 anni tedesco è ora pari a 130 pb dai 147 delle scorse settimane. Anche la curva dei rendimenti tedeschi continua ad appiattirsi.

Commodity: Wti a 88 dollari/barile, minimi da ottobre

Tra le commodity, forte oscillazione per l’oro, che dopo aver approcciato ai minimi dal 23 maggio a 1.532 dollari/oncia, ha recuperato 1.551 dollari. Nuovi minimi da ottobre scorso per il petrolio, con il Wti che scambia a 88 dollari/barile. L’oro nero sembra essere diretto verso gli 85 dollari. In generale il comparto soffre della forza del dollaro contro l’euro.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy