Focus

Proseguono in lieve calo gli indici statunitensi nonostante i brutti dati sulla fiducia dei consumatori di oggi. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,1%, mentre il Nasdaq Composite fa segnare un -0,05% e l’S&P 500 un -0,1%. In Europa il Ftse 100 di Londra perde lo 0,25%, mentre il Dax di Francoforte ha terminato con un -0,75% e il Cac di Parigi con un -0,83%. È stata una seduta sostanzialmente caratterizzata dalla debolezza, con gli investitori che hanno preferito prendere profitto nonostante il buon esito delle aste. Sono ormai 10 sedute che gli indici hanno intrapreso questo percorso laterale con il mood degli investitori che rimane incerto in vista degli appuntamenti macro di domani e quelli politici del week end. Domani un’eventuale delusione del Pil Usa (2° lettura) potrebbe non sconvolgere più di tanto gli operatori, poiché questi potrebbero scontare un quantitative easing della Fed. Dati migliori delle attese potrebbero invece alimentare la corsa degli indici verso i massimi della scorsa settimana. Intanto in Europa, continuano a rincorrersi le voci sulle modalità di intervento della Bce. Questo pomeriggio si sono diffuse voci secondo cui la Bce non fisserà un tetto sui rendimenti.

Italia: Ftse Mib recupera nel finale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in lieve calo, -0,13% a 14.993 punti. Tra i bancari, bene Mediobanca (3,6%) e Ubi (+4,9%). Più contenuto il rialzo di Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+2,3%). Prese di profitto su A2a (-1,35%).

Valute: dollaro in deprezzamento dopo dato fiducia consumatori

Tra le valute, forte deprezzamento del biglietto verde questo pomeriggio verso le altre valute. L’euro/dollaro sta recuperando i massimi dello scorso giovedì a 1,2590, livello oltre il quale la corsa potrebbe smorzarsi. Forte recupero anche del cable, che dopo l’incertezza in apertura a 1,5760, ha accelerato sino a 1,5835. La sensazione è che i dati sulla fiducia hanno spinto gli operatori a vendere il dollaro in vista di ulteriori manovre della Fed.

Macro: Usa, consumatori iniziano a scontare aumento pressione fiscale

Sul fronte macro, brutti i dati odierni sulla fiducia dei consumatori. Il dato di agosto è sceso a 60,6 punti, minimo dal novembre scorso, dai 65,4 di luglio. La Fed potrebbe guardare proprio ai dati sulla fiducia per decidere se intervenire con ulteriore immissione di liquidità. La nostra view è che i consumatori inizino a temere l’aumento delle tasse che ci sarà a gennaio (fiscal cliff). Continuano i timidi segnali positivi sul mercato immobiliare, con il prezzo delle abitazioni rilevato dall’indice Case Shiller a giugno salito dello 0,9% m/m.

Titoli di Stato: Italia, altri 16,5 miliardi di euro in offerta questa settimana

Sul fronte governativo, bene le aste di questa mattina in Italia e Spagna. La domanda è rimasta sostenuta e i rendimenti sono scesi in entrambe le emissioni. Ora gli investitori guardano all’asta Bot a 6 mesi di domani e a quella ben più importante di giovedì che vedrà l’emissione del nuovo decennale fino a 4 miliardi di euro. Escludendo l’emissione odierna il Tesoro punta a racimolare 16,5 miliardi di euro tra domani e dopodomani, a fronte di 9 miliardi in scadenza venerdì. Ci aspettiamo un calo dei rendimenti in entrambe le circostanze, anche con lo spread a questi livelli (446 pb).

Commodity: comparto risale su debolezza dollaro

Tra le commodity, riprende a correre l’oro, con il prezzo spot ritornato sopra 1.670 dollari/oncia dopo la debolezza della mattinata. Risale il petrolio, dopo la volatilità delle ultime due sedute. L’oro nero è tornato a 96,30 dollari/barile, lontano dai minimi di ieri (94,50) in scia alle notizie legate alla tempesta Isaac.

Vincenzo Longo, Market Strategist of IG Markets Italy