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Proseguono contrastati gli indici statunitensi dopo i dati Usa di questo pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average guadagna lo 0,38%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,84% e l’S&P 500 un +0,05%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato le contrattazioni a +0,72%, mentre il Dax di Francoforte ha fatto registrare un +0,96% e il Cac di Parigi un +0,51%. Dopo un’accelerazione in scia ai dati sulle vendite al dettaglio di marzo, gli indici europei hanno ridotto i guadagni sul finale di seduta. I mercati rimangono molto volatili e vulnerabili. Non sembrano placarsi i timori sulla Spagna. La scorsa settimana la Bce ha fatto sapere di non aver acquistato titoli di Stato sul mercato secondario, nonostante alcuni esponenti dell’Istituto di Francoforte hanno fatto sapere che il programma di acquisto di bond rimane in essere. Nella settimana ci saranno importanti appuntamenti che potrebbero portare volatilità al cambio. In particolare gli investitori si concentreranno sulle aste spagnole a breve, medio e lungo termine e sugli indici Ifo e Zew di aprile, in attesa poi del G-20 a Washington.

Italia: Ftse Mib, male i bancari tengono Fiat e Telecom

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in rialzo dello 0,36% a 14.411 punti. In calo tutti i bancari,  con Banco Popolare che ha guidato i ribassi (-5,53%), seguito da Monte dei Paschi di Siena (-4,43%) e Banca Popolare di Milano (-2,92%). Tiene solo Fiat (+1,05%) in scia al comparto in Europa. Bene DeLonghi che sale del 11,76% dopo l’acquisizione di Braun da Procter & Gamble. Bene anche Buzzi Unicem (+4,66%) dopo che JP Morgan ha alzato il target price a 8,9 euro. Sotto pressione Unipol (-5,2%).

Valute: euro/dollaro rimbalza su triplo minimo 1,30

Tra le valute, azzera le perdite l’euro/dollaro dopo i dati Usa di questo pomeriggio. La moneta unica rimane fortemente soggetta all’incertezza che ruota attorno alla Spagna e nelle ultime due sedute sembra aver recuperato la canonica correlazione con i mercati azionari. Il cross ha testato questa mattina il supporto a 1,30, con una temporanea escursione sotto questo livello (minimo dal 15 marzo), e si porta ora a 1,3080. Da un punto di vista tecnico c’è stata la configurazione di un triplo minimo. Se il cambio dovesse mostrare la forza di tenere questo livello in chiusura nelle prossime sedute è auspicabile un rimbalzo sino a 1,32. Vira in negativo il cambio tra il dollaro statunitense e lo yen, con il cross usd/yen a 80,40, aggiornando così i minimi dal 29 febbraio scorso nella notte. Collochiamo il supporto a 80,00, mentre confermiamo la principale resistenza a 81,20.

Macro: beni i consumi, primi spiragli per mercato immobiliare

Sul fronte macro, le vendite al dettaglio di marzo in Usa hanno mostrato un rialzo sopra dello 0,8% su base mensile. Medesima variazione per il dato che esclude la componente auto. All’interno notiamo una ripresa delle vendite dei materali edili e un rallentamento nel tasso di crescita della vendita di carburanti. Amara delusione per l’indice Empire State della Fed di New York, sceso a 6,56 punti ad aprile dai 20,21 di marzo (18 punti le attese). La nostra sensazione è che i 4 mesi consecutivi di crescita dell’occupazione stanno portando i primi frutti, con la ripresa dei consumi. In linea con il consenso invece le scorte delle imprese, mentre delude l’indice sul mercato immobiliare Nahb, attestatosi a 25 punti ad aprile dai 28 del mese precedente. Sul settore immobiliare probabilmente la ripresa potrebbe essere ritardata dall’eccesso di offerta che c’è sul mercato. D’altronde anche i conti di JP Morgan e di Wells Fargo hanno mostrato una crescita superiore alle attese dovuta proprio a una buona performance dei mutui, segnale questo che il mercato si sta riprendendo.

Titoli di Stato: probabile rialzo rendimenti aste Spagna

Sul fronte governativo, proseguono le tensioni sul mercato secondario con il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco che dopo aver segnato un minimo a 380 pb nel pomeriggio è tornato in prossimità dei 395 punti base. Le attenzioni degli investitori si concentreranno sulle aste spagnole della settimana (domani e giovedi). Ci attendiamo che i rendimenti continuino a salire, anche se non nella stessa misura dell’ultima emissione.

Commodity:  dati macro portano volatilità al comparto

Tra le commodity, prosegue in calo l’oro, con il prezzo spot che ritorna sui livelli della mattinata a 1.646 dollari/oncia, dopo un rialzo a 1.658 dollari dopo i dati Usa. Brutta candela ribassista per il petrolio che è sceso ai minimi da 3 sedute sotto 102 dollari/barile da 103,40 massimo intraday.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy