Focus

Procedono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia alla chiusura brillante dei listini europei. Il Dow Jones Industrial Average avanza dell’1,65%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,95% e l’S&P 500 un +1,6%. Chiusura positiva in Europa con il Ftse 100 di Londra che ha fatto segnare un +2,2%, mentre il Dax di Francoforte ha segnato un +2% e il Cac di Parigi a +2,6%. Gli investitori non sembrano essere rimasti delusi dalla mancanza di un taglio dei tassi di interesse (stabili all’1%) e di operazioni in grado di fronteggiare la crisi da parte della Bce. Il numero uno della Bce, Mario Draghi, ha fatto sapere che tutte le operazioni straordinarie rimarranno tali e che Francoforte è pronta ad agire qualora le condizioni lo richiedano. È stato precisato inoltre che la decisione sul taglio dei tassi non è stata unanime, segno questo che qualche membro deve aver votato per una riduzione dei tassi di riferimento. La nostra impressione è che Draghi voglia attendere di vedere cosa faranno i politici e come si evolverà la situazione in Grecia prima di manovrare i tassi di interesse. Intanto l’attenzione degli investitori si sposta al Beige Book di questa sera, dopo che l’esponente del Fomc, Dennis Lockhart, ha fatto sapere che un eventuale proroga dell’operazione twist in scadenza a giugno è tra le opzioni al vaglio della Fed. Domani inoltre i mercati si focalizzeranno sulle parole di Bernanke per capire se ci sono possibilità di ulteriori fondi da parte dell’Istituto centrale Usa. Non siamo in grado di dire che siamo fuori dal tunnel. Abbiamo eventi potenzialmente negativi per l’area euro nelle prossime due settimane.

Italia: Ftse Mib migliore piazza europea

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un balzo del 3,5% a 13.430 punti. Ottimo spunto dei bancari, con Mediobanca che vola del 6,3%. Seguono Intesa SanPaolo (+5,33%) e Unicredit (+4,42%). Recupera Lottomatica (+7,28%) dopo che il governo ha smentito la possibilità di imporre una tassa sui giochi. Bene anche Telecom Italia (+6,63%) dopo le recenti perdite.

Valute: euro/dollaro sopra 1,25

Tra le valute, oscilla intorno all’1,25 l’euro/dollaro dopo una certa volatilità in scia alle parole di Draghi. Il cambio è andato a testare il supporto a 1,2440 per poi recuperare i massimi di seduta. Ci aspettiamo maggiori movimenti in serata in scia alla pubblicazione del Beige Book della Federal Reserve, dove ci potrebbero essere commenti alla luce dei recenti dati Usa. Prosegue in deciso apprezzamento il biglietto verde contro lo yen questo pomeriggio in scia con la propensione al rischio presente sui mercati azionari. Non ci sono dati rilevanti in Usa che potrebbero alimentare la corsa del dollaro. Il cross usd/jpy ha rotto in mattinata i massimi di ieri a 79,00, allungando sino a 79,30 massimo dal 30 maggio scorso. Il supporto odierno da monitorare è a 78,80 e se dovessero esserci segnali dovish da parte del Beige Book non è da escludere un ritorno sotto questo livello in area 78,30.

Macro: Germania verso frenata nel 2° trimestre

Sul fronte macro, delude anche la produzione industriale in Germania ad aprile, dopo il brutto dato di ieri sugli ordini all’industria. Il calo è stato del 2,2% su base mensile (-1% atteso). Ci aspettiamo che il Pil tedesco possa subire una brusca frenata nel 2° trimestre visti i deboli dati che stanno uscendo nelle ultime settimane. Si conferma invece invariata la crescita nel primo trimestre nell’area euro rispetto agli ultimi tre mesi del 2011. Non ci sono dati di rilievo in Usa per oggi.

Titoli di Stato: asta Bobl come da attese

Sul fronte governativo, buona l’asta di questa mattina in Germania. Il Tesoro tedesco ha collocato 4 miliardi di titoli a 5 anni allo 0,41%, nuovo minimo storico. Probabilmente il lieve ritorno della propensione al rischio di oggi ha evitato che i tassi risultassero qualche punto base più basso. Intanto lo spread tra il Btp e il Bund si è attestato a 435 punti base dai 450 di ieri. Per domani l’attenzione sarà sull’asta dei titoli spagnoli a 2, 4 e 10 anni fino a un massimo di 2 miliardi di euro. Nonostante le recenti tensioni, non ci aspettiamo sorprese.

Commodity: petrolio torna sopra 85 dollari/barile

Tra le commodity, prosegue positivo l’oro in scia con il deprezzamento del dollaro Usa. Il prezzo spot ha aggiornato i massimi da inizio maggio a quota 1.636 dollari/oncia. Sale sopra 85,80 dollari/barile il Wti con scadenza a luglio, dopo il lieve calo delle scorte di greggio in Usa (-0,1 milioni di barili). Riteniamo che dietro il rialzo dei prezzi ci sia il ritorno della propensione al rischio tra gli investitori.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy