Focus

Avvio in verde per Wall Street. Dopo quasi due ore di contrattazioni a New York il Dow Jones Industrial Average evidenzia un incremento dello 0,48%, lo S&P500 dello 0,34% e il Nasdaq Composite dello 0,05%. In verde anche le piazze azionarie europee con il FTSE100 di Londra con un incremento dello 0,6%, il Dax di Francoforte dello 0,8% e il Cac 40 di Parigi dello 0,6%. Riflettori puntati sugli Stati Uniti per l’election day. I due candidati rimangono ancora molto vicini nei sondaggi anche se Obama sembrerebbe prevalere negli swing States (ovvero gli Stati in bilico Ohio, Iowa, Wisconsin, Virginia e Florida), determinanti per permettere al candidato democratico di mantenere il proprio ruolo alla Casa Bianca. Domani importante appuntamento anche in Grecia, dove il Parlamento voterà in merito alle misure di austerità promosse da Samaras per un ammontare pari a 13,5 mld di euro. Riteniamo che, nonostante l’aumento delle tensioni sociali, tali misure saranno approvate e nel seguente meeting del 12 novembre dell’Eurogruppo dovrebbero essere sbloccati gli aiuti da 31,5 mld di euro. Non ci aspettiamo, inoltre, grosse sorprese dai meeting di giovedì della BoE e della BCE.

Italia: FTSE Mib in rosso

A Piazza Affari il Ftse Mib ha segnato un rialzo dello 0,90% a 15684 punti. Bene il comparto bancario grazie alla discesa dello spread btp/bund al di sotto dei 350 pb.

Valute: debole il cambio euro/dollaro

Sessione in lieve rialzo per il cambio euro/dollaro. Stimiamo che gli investitori abbiano deciso di rimanere cauti in attesa delle elezioni USA e del voto in Grecia di domani. Dal punto di vista tecnico solamente una perentoria vittoria di 1,2885, bottom di fine ottobre, potrebbe alimentare le aspettative di crescita di breve periodo e permettere al cambio di risalire fino ai target posizionati a 1,2924 e 1,3021 (picco del 31 ottobre). Discorso diverso, invece, in caso di cedimento dello strategico sostegno a 1,2750, preludio a una flessione fino sui supporti a 1,2668 e 1,2607.

Macro: pochi dati nel pomeriggio

Sul fronte macro, non si segnalano nel pomeriggio dati di particolare rilevanza pubblicati negli Stati Uniti.

Titoli di Stato: bene in Grecia l’asta di bond a 6 mesi

Sul fronte governativo, in ribasso il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 10 anni, sceso a 346 pb dai 357 pb registrati in apertura. Bene l’asta in Grecia. L’agenzia del Tesoro del paese ellenico ha assegnato 1,3 mld di euro in bond a 6 mesi, con rendimenti in calo al 4,41% dal 4,46% dell’asta precedente. Il bid to cover ratio all’1,7. Crediamo che il successo nell’asta a breve possa essere un primo buon segnale che evidenzia un aumento delle attese degli investitori in merito a una prossima risoluzione della crisi debitoria in Grecia.

Commodity:  oro si avvicina ai 1700 dollari l’oncia, bene il petrolio

Tra le commodity, l’oro, dopo aver toccato nella seduta di lunedi’ un nuovo minimo degli ultimi 2 mesi a 1673 dollari l’oncia, è risalito fino a 1694 dollari l’oncia. Il rimbalzo, già anticipato nelle nostre previsioni di ieri, potrebbe prolungarsi fino a 1701 dollari l’oncia. Resta comunque fondamentale la tenuta del sostegno a 1673 dollari l’oncia. Per quanto concerne il petrolio, il cfd sul WTI light crude segna un rialzo dello 0,80% a 86,42 dollari al barile.

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist