Focus

Proseguono in frazionale rialzo gli indici statunitensi nonostante il brutto dato sulla fiducia dei consumatori. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,4%, mentre il Nasdaq Composite segna un +0,05% e l’S&P500 un +0,2%. Contrastate le piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,75%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,15% e il Cac di Parigi un +0,1%. In rosso Madrid (-0,34%). Il sentiment sul mercato ha avuto una scossa dopo l’apertura di Wall Street, nonostante i dati macro sono stati particolarmente deludenti. Il mercato sembra guardare più a quello che i consumatori fanno realmente che ai sondaggi. Gli operatori sembrano non avere intenzione di dare seguito alla correzione e i movimenti di sedute come quelle odierne ne sono un chiaro esempio. Domani le attenzioni si concentreranno sui dati del Pil Usa e sul comunicato della Federal Reserve. Attese anche le aste Btp a medio lungo termine che potrebbero subire pressioni nel caso la domanda dovesse deludere le attese.

Italia: Ftse Mib recupera nel finale

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato poco mosso a quota 17.890, dopo esser arrivato a perdere lo 0,8% a metà seduta. Sostanzialmente gli acquisti sono arrivati nella seconda parte della seduta a seguito di un miglioramento dei titoli bancari. Ancora in rally A2a (+4,3%), mentre prosegue il calo di Autogrill. Rosso anche per Saipem (-3,5%). Riprendere a correre Monte dei Paschi (+2,3%).

Valute: Eur/Usd, Fed potrebbe deludere operatori

Sul fronte valutario, forte accelerazione per l’euro/dollaro dopo il dato Usa, arrivato a lambire la soglia dell’1,35, ai nuovi massimi da dicembre 2011. È presto per parlare di sfondamento tecnico. Il target successivo rimane a 1,3550 e poi a 1,36, livello dove le vendite potrebbero arrestarsi. Domani sarà la Federal Reserve a portare volatilità, con il comunicato di politica monetaria. Non ci aspettiamo variazioni di rilievo nel linguaggio utilizzato e questo potrebbe deludere qualcuno che crede in un ritiro immediato delle misure espansive annunciate lo scorso dicembre e permettere un allungo in direzione di quegli obiettivi sul cross.

Macro: Usa, fiducia consumatori ai minimi da novembre 2011

Sul fronte macro, forte delusione è arrivata dall’indice di fiducia dei consumatori in Usa, che a gennaio è sceso a 58,6 punti dai 66,7 di dicembre (65 il consenso). Si tratta del dato più brutto da novembre 2011. Sul sentiment dei consumatori continua a pesare come un macigno il fiscal cliff e la revisione del tetto del debito. Continuano ad arrivare segnali incoraggianti dai prezzi delle abitazioni Case-Shiller di novembre, salito dello 0,6% m/m da +0,7% di ottobre. Domani gli operatori si concentreranno sui dati preliminari del Pil del 4° trimestre, atteso a +1,6%, in rallentamento del +3,1% annualizzato del trimestre precedente. Ci aspettiamo contributi negativi da parte della bilancia commerciale visti i risultati degli ultimi mesi.

Titoli di Stato: Btp, mercato affollato e rimborso Ltro potrebbe pesare sulla domanda

Sul fronte governativo, dopo il buon esito dell’asta Bot di questa mattina domani il Tesoro italiano tenterà di collocare tra i 4,5-6,5 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni. Attesi rendimenti in calo rispetto all’emissione precedente. Attenzioni sulla domanda alla luce anche delle emissioni degli ultimi giorni. La scadenza a lungo termine e il rimborso anticipato potrebbero quindi ridurre l’appeal sui titoli italiani. Intanto in Usa, il brutto dato sulla fiducia ha riportato il T-note a 10 anni sotto al 2%, livello rotto ieri.   Commodity: Wti ai massimi da maggio 2012 Tra le commodity, rimane in area 1.662 dollari/oncia l’oro, mentre il petrolio (Wti) è salito ai massimi da maggio scorso a 97,30 dollari/barile.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG