Focus

In lieve rialzo gli indici statunitensi sulla scia della pubblicazione di positivi dati macroeconomici sul settore del lavoro. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia un incremento dello 0,50%, l’S&P500 dello 0,45% e il Nasdaq Composite dello 0,10%. Poco mossi i listini europei con il FTSE100 di Londra che ha terminato con un frazionale calo dello 0,08%, il Dax di Francoforte dello 0,25% e il Cac di Parigi dello 0,3%. Giornata caratterizzata dai numerosi appuntamenti macroeconomici. La nostra attenzione è stata rivolta principalmente a due eventi:  l’asta spagnola di titoli a medio termine (4 mld di euro collocati) e il meeting della BCE a Lubiana (tassi d’interesse invariati allo 0,75%). In serata sarà interessante analizzare le minute dell’ultima riunione del Fomc (la commissione operativa della Federal Reserve) per avere ulteriori indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale del paese a stelle e strisce. Riteniamo, tuttavia, che il dato che potrà influenzare notevolmente i mercati nella sessione di domani sarà quello statunitense sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel mese di settembre (consensus +113k, in agosto +96k). Tali cifre potrebbero essere utilizzate anche dal candidato repubblicano Mitt Romney per evidenziare gli insuccessi sul fronte occupazionale dell’amministrazione Obama (tasso di disoccupazione al momento all’8,1%).

Italia: FTSE Mib in lieve calo

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato a -0,15% a quota 15511 punti. Bene Tod’s, Fiat, Finmeccanica e BPER.

Valute:  euro/dollaro preme sulla resistenza a 1,30

Tra le valute, bel balzo del cambio euro/dollaro che ha messo pressione al limite di 1,30. Già il superamento delle strategiche resistenze comprese tra 1,2960 e 1,2970, testate più volte nelle ultime settimane, aveva allentato le tensioni ribassiste di breve periodo creando i presupposti per un allungo verso gli obiettivi situati a 1,3032, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi dello scorso mese, e 1,3048, top del 21 settembre. Da segnalare anche la sessione molto positiva del cable, risalito fino a un top intraday a 1,6171 e scambiato in chiusura a 1,6164.

Macro: sussidi di disoccupazione USA migliori delle attese

Sul fronte macro il Dipartimento del Lavoro USA ha reso noto che le richieste settimanali di disoccupazione si sono attestate a 367 mila unità (consensus 370 mila unità). Inoltre è stato comunicato che gli ordini industriali hanno evidenziato negli States una flessione del 5,2% in agosto (consensus -6%).

Titoli di Stato: delude asta spagnola, spread bono/bund sale a 446 pb

Sul fronte governativo, importante asta in Spagna. L’agenzia del Tesoro del paese iberico ha collocato quasi 4 miliardi di euro di titoli a 2, 3 e 5 anni. Rendimenti in calo sui titoli a 2 e 5 anni, in controtendenza quelli sul titolo 2015. La domanda particolarmente forte su alcune scadenze in realtà è stata frutto del ridotto quantitativo in emissione. La nostra sensazione è che gli operatori si aspettavano un po’ di speculazione (rendimenti più bassi e domanda più solida) sulla scia delle indiscrezioni di un eventuale piano di aiuti. Invece non è stato così. A confermare la deludente asta è stata anche la crescita dello spread spagna/germania fino a 446 pb (in avvio a 436 pb).

Commodity: oro, nuovi massimi annuali a 1795 dollari l’oncia

Seduta molto positiva per l’oro che ha segnato a 1795 nuovi massimi annuali (ora a 1790 dollari l’oncia). Il metallo prezioso ha superato l’importante strategica resistenza situata a 1791 dollari l’oncia, creando così i presupposti per un’ascesa verso il vicino ostacolo a 1803, top di novembre 2011. Solamente una perentoria vittoria al di sopra di tale riferimento darà la forza ai corsi per allungare in direzione dell’ambizioso target di 1921, massimo dell’agosto 2011. Segnali di debolezza arriveranno, invece, con il cedimento dei minimi del mese in corso a 1763, condizione che potrebbe introdurre una discesa fino a 1737 dollari l’oncia. Tenta il recupero il petrolio in scia con i dati macro USA migliori delle attese e nonostante il nulla di fatto della BCE. Il WTI si è portato a 89,10 dollari al barile dopo i minimi dal 17 luglio scorso toccati ieri a 87,70 dollari. Il recupero sembra essere però solo frutto di un rimbalzo tecnico dopo il tonfo di ieri (-3%).

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist IG