Focus

Proseguono in deciso rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,9%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,15% e l’S&P 500 un +1%. Chiusura in gran spolvero in Europa con il Ftse 100 di Londra che ha fatto segnare un +1,8%, il Dax di Francoforte ha registrato un +1,8% e il Cac di Parigi a +1,7%. La nostra sensazione è che gli investitori europei abbiano risentito dell’ottimismo degli operatori statunitensi che si aspettano un intervento della Federal Reserve nell’incontro di politica monetaria di domani sera. L’azione più probabile a nostro avviso rimane quella del prolungamento dell’operazione twist (avviata lo scorso settembre). In alternativa l’opzione più gettonata potrebbe essere quella di intervento sul mercato immobiliare per tentare di risollevare il settore. Riteniamo che anche la Bce possa intervenire nel breve termine per dare un segnale ai mercati. Intanto i timori che aleggiano in Europa riguardano l’attivazione del meccanismo salva stati permanente (Esm), che dovrebbe essere ratificato almeno dai Paesi che rappresentano il 90% della contribuzione totale per essere attivato. I lavori sono molto indietro e questo genera un po’ di perplessità.

Italia: Ftse Mib vola su bancari

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con rialzo del 3,35% a 12.975 punti. Bene tutti i bancari che avanzano oltre il 4%. Vola Telecom Italia (+7,4%) sulla scia delle indiscrezioni che vedrebbero la creazione di una società che gestirebbe la parte della rete fissa. Ottimo spunto per Piaggio (+5%). Bene anche Fiat (+3%).

Valute: vendite dollari fanno volare l’euro/usd

Tra le valute, forte accelerazione per l’euro/usd questo pomeriggio in scia con il recupero delle borse. Riteniamo che la moneta unica stia beneficiando delle vendite di dollari in vista dell’appuntamento di politica monetaria della Federal Reserve di domani. Il cross sta oscillando ora intorno a 1,2700 e il prossimo target passa per 1,2750. Ci aspettiamo una certa volatilità per domani, con il cambio che potrebbe cedere sino a 1,2550 se non ci dovessero essere misure espansive (ipotesi improbabile).

Macro: ancora delusione per comparto immobiliare Usa

Sul fronte macro, delude il dato sul comparto immobiliare di questo pomeriggio. Gli avvii di nuovi cantieri a maggio si sono attestati a 708.000 unità dalle 720.000 attese, mentre le licenze edilizie sono salite a 780.000 unità dalle 736.000 previste. Brutto il dato sulla fiducia degli investitori tedeschi Zew di giugno che è crollato a -16,9 punti dai 10,8 di maggio. Si tratta del peggior calo dal 1998. Male la parte corrente (a 33,2 punti da 44,1). Brutte le figure relative all’area euro. La sensazione è che i timori sull’area euro, sul sistema bancario spagnolo e la vicenda greca costituiscano ancora fonte di molta incertezza per gli investitori e potrebbero pesare anche sulla locomotiva d’Europa nel breve termine se lo scenario dovesse peggiorare ulteriormente. Non riteniamo che la Germania sia immune da questa crisi.

Titoli di Stato: Spagna, giovedì emissione non significativa

Sul fronte governativo, questa mattina la Spagna ha collocato titoli a 12 e 18 mesi per un totale di 3,04 miliardi. Il rendimento è schizzato sopra al 5%, soglia obiettivo del mercato. Il rendimento del titolo a un anno è salito al 5,07% (dal 2,98%), mentre quello a 18 mesi ha registrato un 5,1% (dal 3,3%). È migliorata la domanda da parte degli operatori. Oltre alla scadenza, anche il rendimento particolarmente appetibile ha favorito una così alta richiesta. Non riteniamo che siano test significativi per percepire la rischiosità di un Paese né quello di oggi né quello di giovedì, visti gli ammontari relativamente bassi. Intanto lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco si è ridotto sensibilmente sotto i 440 punti base dai 454 di ieri.

Commodity:  debolezza dollaro traina petrolio

Tra le commodity, prosegue debole l’oro in area 1.625 dollari/oncia, mentre accelera al rialzo il petrolio con il prezzo del Wti a 84,25 dollari/barile dai 82,30 di questa mattina. Sul comparto ha pesato il forte deprezzamento del dollaro Usa nel corso del pomeriggio.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy