Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi in vista della decisione di politica monetaria del Fomc. Il Dow Jones Industrial Average sale dello 0,14%, l’S&P500 avanza dello 0,15% e il Nasdaq Composite cede lo 0,05%. Timido recupero per i listini europei con il FTSE 100 di Londra che ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,3%, mentre il Dax di Francoforte ha segnato un +0,3% e il Cac di Parigi invariato. Il sentiment degli investitori è rimasto incerto per tutta la seduta in attesa di vedere cosa deciderà la Fed questa sera. Rimaniamo dell’avviso che un aumento del quantitative easing di 45 miliardi di dollari potrebbe risultare eccessivo e errato in termini di timing. È probabile che la Fed possa intervenire con un importo inferiore in attesa di sapere come finirà la questione fiscal cliff. Intanto occhi puntati all’Eurogruppo di domani e al Consiglio europeo di venerdì. Scontato il via libera agli aiuti alla Grecia, mentre criticità potrebbero emergere sul fronte della supervisione bancaria. Con il Dax ai massimi dal 2008 queste tensioni potrebbero creare l’occasione per prendere profitto.

Italia: FtseMib prosegue recupero gap con altri indici europei

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato con un rialzo dell’1,25% a 15.775 punti. L’indice ha superato anche lo scoglio collocato a 15.650 punti e inizia a guardare ora la resistenza a 15.900 punti. L’indice italiano ha proseguito il recupero del gap che si è creato con gli altri indici nel corso dell’ultima settimana. Prosegue il recupero Mediaset (+6%) dopo i minimi di qualche settimana fa. Positivi tutti i bancari. Debole il settore del lusso, con Tod’s, Luxottica e Ferragamo che terminano tutti con cali frazionali in un listino caratterizzato dal segno più.

Valute: sale la volatilità in vista decisione Fomc

Sul fronte valutario, rimane intorno a 1,3040 l’euro/dollaro a un’ora dalla decisione del Fomc. Il cross è salito molto nelle ultime sedute proprio sull’aspettativa di maggiore espansione monetaria da parte della Federal Reserve. In tal caso ci aspettiamo una forte correzione se tali attese non dovessero essere confermate. Resistenze importanti rimangono a 1,3085 e a1,3127. Supporto collocato a 1,2995 e rotture di questo livello aprirebbe a cali sino a 1,2880. Forte inversione di tendenza per il cable, che dopo esser salito ai massimi dal primo novembre a 1,6150. Si stanno muovendo un po’ tutti i cross contro dollaro in questo momento in vista del Fomc.

Macro: focus su dati consumi e produzione industriale

Sul fronte macro, scendono i prezzi all’import a novembre negli Usa. Il dato mensile ha mostrato una contrazione dello 0,9% su base mensile, dovuto principalmente a un calo dei prezzi del petrolio. Domani sono attesi i prezzi alla produzione e venerdì quelli al consumo sempre negli Usa. Il focus rimarrà sul dato delle vendite al dettaglio di novembre e sui dati della produzione industriale da cui si cercherà di capire il ritmo di rallentamento dell’economia oltreoceano.

Titoli di Stato: aste Btp non dovrebbero regalare sorprese negative

Sul fronte governativo, positiva l’asta odierna Bot, con una domanda sostenuta soprattutto grazie al basso importo in emissione (6,5 miliardi di euro). Domani occhi puntati alla ben più importante asta Btp a medio-lungo termine prevista in una forchetta tra i 3-4,25 miliardi di euro. Nonostante le recenti tensioni sull’Italia non ci aspettiamo sorprese negative. I rendimenti potrebbero risultare ancora in miglioramento mentre la domanda potrebbe rimanere sostenuta a seguito delle poche aste della settimana. Lo spread Btp-bund rimane intorno ai 330 punti base.

Commodity: attesa volatilità per oro in vista Fomc

Tra le commodity, prosegue il tentativo di recupero per l’oro in vista della decisione della Federal Reserve di questa sera. Eventuali disattese su nuove immissioni di liquidità potrebbero alimentare discese sino a 1.685 dollari/oncia dai 1.716 dollari attuali, mentre interventi fortemente espansivi potrebbero spingere il prezioso sino in area 1.750 dollari/oncia. Cerca di recuperare terreno anche il petrolio. Il Wti risale a 87 dollari/barile, dopo aver testato ieri i minimi del 15 novembre scorso a 85,20 dollari.

VINCENZO LONGO Market Strategist IG