Focus

Proseguono in rialzo gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo un’apertura all’insegna della debolezza. Il Dow Jones Industrial Average avanza dello 0,5%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +1,1% e l’S&P 500 un +0,5%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a +0,9%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +1,5% e il Cac di Parigi a +1,7%. Come ci aspettavamo, i mercati hanno avuto l’esatto comportamento opposto rispetto alla seduta di ieri. Gli investitori hanno recuperato forza dopo l’apertura di Wall Street. Riteniamo che non ci siano particolari notizie che giustificano tale andamento, visto l’andamento contrastato dei dati macro e delle trimestrali. Si tratta probabilmente di un movimento tecnico dopo che ieri gli indici statunitensi sono riusciti a chiudere sopra la parità nonostante il discorso deludente di Bernanke. Intanto l’Fmi ha fatto sapere che la Bce dovrebbe fare di più per contrastare la crisi europea attraverso diversi strumenti di politica monetaria.

Italia: Ftse Mib chiude vicino ai 13.600

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,4% a 13.594 punti. Contrastati i bancari con Intesa SanPaolo che ha fatto segnare un rialzo del 2%, mentre Monte dei Paschi ha terminato a -2,8%. Ottima performance per Stm (+6,5%) e Mediaset, mentre Snam ha perso quasi il 5% dopo la notizia della cessione di quota di Eni.

Valute:  usd/jpy verso supporto a 78,70

Tra le valute, rimane in territorio negativo il cambio euro/usd questo pomeriggio nonostante il rialzo dei mercati. Il cambio si attesta ora a 1,2255. L’area di supporto passa a 1,22, mentre la resistenza passa poco sopra 1,23-1,2320. Perde terreno il biglietto verde contro lo yen, con il cambio che si attesta a 78,80, dopo aver fallito il test della resistenza collocata a 79,15. Si appresta a chiudere in calo il cable dopo 3 sedute consecutive di rialzo.

Macro: comparto immobiliare avviato a lento recupero

Sul fronte macro, il dato sull’avvio di nuovi cantieri edilizi a giugno si è attestato a 760.000 unità, in rialzo del 6,9% rispetto al mese precedente (-4,8% m/m a maggio). In calo invece i permessi edilizi a 755 mila unità dai 784 mila del mese precedente. Il mercato sembra essere avviato a un trend di lento recupero, come ha notato ieri anche il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke. Sempre ieri è stata brillante la performance dell’indice anticipatore del mercato immobiliare Nahb, salito a 35 punti dai 29 di giugno. Sarà interessante notare a questo punto il dato di domani sulle vendite di unità abitative esistenti a giugno, attese in lieve recupero.

Titoli di Stato: ennesima asta record per la Germania

Sul fronte governativo, ennesima asta record in Germania. Il Tesoro tedesco ha collocato titoli a 2 anni per circa 4,1 miliardi di euro al tasso di -0,06%. Si tratta del primo tasso negativo su questa scadenza. La domanda è rimasta sostenuta. Come già accaduto per altri Paesi nelle ultime due settimane, notiamo che l’avversione al rischio rimane sostenuta. Complice di questo andamento è anche l’azzeramento del tasso di deposito overnight presso la Bce che spinge molti istituti a prendere posizioni su titoli “safe”. Per domani cresce l’attesa per l’asta spagnola sul medio lungo termine. Sarà importante notare la decisione degli operatori in vista del summit con l’Eurogruppo per definire i dettagli sul prestito da 30 miliardi di euro.

Commodity: petrolio ai massimi dal 30 maggio

Tra le commodity, azzera le perdite l’oro in scia al recupero dei lisitini azionari. Il metallo prezioso scambia a 1.580 dollari/oncia, lontano dai minimi intraday a 1.567 dollari. Si spinge sino a 90 dollari/barile (massimo dal 30 maggio scorso) il Wti dopo che il dato sulle scorte di greggio Usa ha registrato il terzo calo settimanale consecutivo (-0,8 milioni di barili).

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy