Focus

Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con l’andamento delle borse europee. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,05%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,45% e l’S&P 500 un +0,1%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha terminato a -0,8%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un +0,15% e il Cac di Parigi a -0,87%. Le vendite sono scattate nel pomeriggio poco dopo l’apertura di Wall Street. È un movimento tutto sommato ragionevole dopo il +15% messo a segno dall’indice italiano nel corso delle precedenti quattro sedute. Alcuni operatori hanno preferito prendere profitto dopo che un portavoce del ministero delle finanze tedesco ha fatto sapere che la Germania è contro alla concessione della licenza bancaria all’Esm. Il focus rimane sulla Banca centrali. Non ci attendiamo sorprese dalla Fed dato che i dati macro non sono così brutti da giustificare un’iniezione di liquidità. Piuttosto la Federal Reserve potrebbe decidere intervenire dopo l’estate se il quadro macro Usa dovesse peggiorare sensibilmente. Non bisogna dimenticare inoltre che le pressioni politiche sull’Istituto centrale Usa potrebbero aumentare in vista della campagna politica statunitense e del voto di novembre.

Italia: Fiat colpita dalle vendite dopo conti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,6% a 13.890 punti. Tonfo di Fiat (-4,4%) dopo i conti del 2° trimestre. Nonostante il calo superiore alle attese per l’indebitamento netto e la conferma dei target sull’anno, gli investitori sembrano guardare sia alle basse prospettive di crescita delle immatricolazioni in Europa sia al rallentamento del mercato sudamericano (il principale per il gruppo). Decisi realizzi sul comparto bancario, con i principali titoli che hanno perso tutti oltre il 3%. Fa meglio Mediolanum (-1,7%) dopo i conti del primo semestre.

Valute: euro/dollaro tiene 1,23

Tra le valute, rimane sulla soglia dell’1,23 l’euro/dollaro questo pomeriggio nonostante la debolezza sui listini azionari. La moneta unica sembra non voler cedere alle news potenzialmente negative arrivate dalla Germania sulla licenza bancaria all’Esm. Il cambio rimane soggetto a pressioni ribassiste e proprio in occasione dell’incontro della Bce di giovedì potrebbe dare avvio nuovamente al trend ribassista in atto. Amplia le perdite il cable, mentre resistono sia l’euro che il biglietto verde contro lo yen.

Macro: Usam, dati migliori del previsto, ma consumi non ripartono

Sul fronte macro, in Usa sono arrivati dati migliori delle attese. Inatteso rialzo per la fiducia dei consumatori a luglio, a 65,9 punti dai 62,7 di giugno. Nonostante il rialzo dei redditi personali a giugno dello 0,5% su base mensile, i consumi sono rimasti stabili, segnale questo che sta aumentando il tasso di risparmio tra le famiglie. Rialzo poco sopra le previsioni per l’indice dei prezzi delle abitazioni Case-Shiller, salito a maggio dello 0,9% m/m da +0,7% di aprile (+0,5% il consenso), mentre il Pmi di Chicago ha è salito a 53,7 punti dai 52,9 del mese precedente.

Titoli di Stato: spread Btp-Bund torna ad allargarsi

Sul fronte governativo, lo spread tra il Btp-Bund si è allargato sensibilmente questo pomeriggio arrivando a toccare i 480 punti base sulla scia del rallentamento dei mercati. Ora il focus saranno le aste spagnole a medio lungo termine fino a 3 miliardi di euro.

Commodity: petrolio accelera al ribasso in scia mercati

Tra le commodity, riduce i guadagni l’oro, con il prezzo spot a 1.621 dollari/oncia. Amplia le perdite il petrolio in scia con il rallentamento dei mercati. Il Wti si colloca ora a 88,70 dollari/barile, lontano dai massimi della settimana a 90,30 dollari.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy