Focus

Procedono in calo gli indici statunitensi questo pomeriggio in scia con i dati poco brillanti del pomeriggio. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,4%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,8% e l’S&P 500 un -0,9%. Seduta contrastata in Europa, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a -0,27%, mentre il Dax di Francoforte ha segnato un -0,63% e il Cac di Parigi a +0,05%. Il sentiment degli investitori ha invertito rotta nel primo pomeriggio dopo i dati Usa poco entusiasmanti. Gli investitori ora volgono lo sguardo a domani quando sono attesi i dati sui non farm payrolls. Continuano a dominare la scena anche i timori in Europa e sulla tenuta del sistema bancario spagnolo. Ci aspettiamo per domani una seduta particolarmente negativa se i dati dovessero deludere in vista anche del weekend. Questa mattina Draghi ha dichiarato davanti alla Commissione europea che l’Europa deve seguire un progetto che conduca verso l’unione bancaria, sull’eco di quanto dichiarato ieri dalla Commissione europea.

Italia: Ftse Mib, intraday ai minimi del 2009

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in lieve calo (-0,14% a 12.854 punti) dopo aver toccato i minimi intraday dal 2009. Contrastati i bancari, con Banco Popolare che cede il 1,54%, mentre Monte dei Paschi sale dell’1,26%. Male Piaggio (-1,5%) e Fiat (-3,2%). Bene Snam (+3,6%) dopo la separazione da Eni.

Valute:  euro/dollaro si sgonfia dopo dati Usa

Tra le valute, riduce i guadagni della mattinata l’euro/dollaro dopo i dati Usa di questo pomeriggio. Gli investitori nella prima parte della mattinata hanno preferito dare seguito al rimbalzo dopo il tonfo di ieri. Dal punto di vista tecnico, il cross è tornato poi a sotto 1,24, a 1,2340, sotto i minimi della notte. Forte accelerazione al ribasso per il cambio tra il biglietto verde e lo yen a metà seduta dopo i dati Usa sotto le attese, che testa ora il supporto a 78,30.

Macro: Usa, attesi dati deludenti su non farm payrolls

Sul fronte macro, continuano a non brillare i dati Usa del pomeriggio. La seconda lettura del Pil del 1° trimestre ha mostrato una crescita dell’1,9% annualizzato dal 2,2% della stima flash. Buoni i contributi dei consumi, soprattutto quelli relativi ai beni durevoli. Rallentano invece gli investimenti privati, mentre la bilancia commerciale ha mostrato un deciso rialzo delle esportazioni e delle importazioni (anche se questo ultimo dato è inficiato dagli alti prezzi del greggio dei primi mesi dell’anno). Delusione invece per i dati sul mercato del lavoro. Le nuove stime Adp sul settore privato dell’economia a maggio sono salite di 133.000 unità, mentre le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione hanno registrato un rialzo di 10.000 unità a 383.000. Brutto dato sul Pmi di Chicago a maggio, sceso a 52,7 punti dai 56,2 di aprile. I dati odierni lasciano poco spazio all’ottimismo in vista dei dati di domani sui non farm payrolls. Domani saranno rilasciati anche i dati sull’Ism manifatturiero di maggio e le spese per costruzione.

Titoli di Stato: spread rimane sostenuto

Sul fronte governativo, continuano a macinare minimi storici i tassi sui titoli di Stato Usa e tedeschi. Il T-note decennale ha toccato un minimo a 1,59%. La tensione rimane alta in periferia. Lo spread tra il Bonos e il Bund ha rotto i 600 pb in giornata, mentre quello tra il Btp e il Bund rimane sopra i 480 pb.

Commodity: petrolio, Wti a 86 dollari, altro minimo da ottobre 2011

Tra le commodity, rimane stabile l’euro/dollaro a 1.560 dollari/oncia, mentre il petrolio aggiorna i nuovi minimi da ottobre 2011, con il Wti a 86,50 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy